lunedì 20 maggio 2024


 Pompei, con la sua parte moderna e con la città romana, che è stata sommersa nel 79D.C. dall'esplosione del Vesuvio e oggi riscoperta con gli scavi archeologici, ha accolto la prima tappa dopo il giorno di riposo del Giro d'Italia 2024. I corridori, quindi, sono ripartiti dalla Campania e hanno cominciato a risalire la penisola, correndo in Puglia, Molise, Abruzzo, Marche, Emilia Romagna e in Lombardia, finendo la seconda settimana di gare a Livigno.

10a tappa:14/05 Pompei-Cusano Mutri(Bocca della Selva) di 142km. Appena lasciano Pompei, partono subito Hermans e  Clarke e De Marchi riesce a rientrare sui due. Dietro molti corridori vogliono raggiungere i colleghi di testa. Al traguardo volante di Arpaia davanti restano De Marchi e Clarke, perché il gruppo corre veloce e un folto gruppetto evade per conquistare la fuga. Durante l'ascesa di Campo Sauro i corridori, che hanno anticipato il gruppo, sono ventisette, ossia De Marchi, Clarke, Hamilton, Covili, Fiorelli, Frigo, Foss, Conci, Chaves, Zana, Bais, Tratnik, Pozzovivo, Vermaerke, Alaphilippe, Vansevenant, Caruso, Paleni, Velasco, Geschke, Aurelien e Valentin Paret-Peintre, Bagioli, Lopez, Barta, Bardet e Schachmann. I punti per la maglia azzurra li ha presi Geschke e l'Intergiro di Guardia Sanframondi è di Fiorelli. Ne approfitta Tratnik, che fugge in contropiede e da solo transita a Cusano Mutri. A 36secondi ci sono Bardet, Frigo, Bagioli e Valentin Paret-Peintre. Lo sloveno va su per la salita Bocca della Selva, mentre il gruppetto di quattro diventa di tre, perché Frigo si stacca. Paret-Peintre scatta con Bardet, così i due francesi inseguono. Paret-Peintre riscatta e va in caccia di Tratnik, che lo supera con uno scatto ai -2,7 e anche Bardet imita il connazionale. Dal gruppo maglia rosa Tiberi parte con Pogacar, ma chiudono presto. In cima alla Bocca della Selva Valentin Paret-Peintre giunge tutto solo, a 29secondi Bardet e terzo Tratnik.

11a tappa:15/05 Foiano di Val Fortore-Francavilla al Mare di 207km. Con calma Champion e Affini se ne vanno, poi Van Dijke raggiunge il suo compagno di squadra e il francese. Nel tratto ondulato il gruppo maglia rosa si scompone in tre tronconi, ma si riuniscono in tempo per affrontare il GPM di Pietracatella dietro ai tre fuggitivi. A Casacalenda lo sprint per la maglia ciclamino se lo aggiudica Champion e, giunti a Termoli, vedono il Mar Adriatico, che tengono a destra. Champion va a prendersi l'Intergiro di San Salvo Marina e i tre si rialzano poco prima del traguardo volante di Fossacesia Marina, dove sprinta Mullen. Dopodiché ai -20,7 scappa Piccolo, solo che le squadre dei velocisti non gli hanno lasciato spazio perché vogliono fare la volata. A Francavilla al Mare, per la seconda volta a questo Giro d'Italia, vince la maglia ciclamino Jonathan Milan, poco dietro Merlier, però c'è un suo cambio di direzione così lo hanno retrocesso, quindi si scala, ossia Groves e Lonardi.

12a tappa:16/05 Martinsicuro-Fano di 193km. La prima parte del tracciato è stata pianeggiante, quindi in molti vogliono comporre la fuga. I più fortunati sono Affini, Clarke, Hepburn e Maestri. Dopo Civitanova Marche comincia il tratto ondulato, così ai quattro si aggiungono Alaphilippe, Costiou, Narvaez, Scaroni, Thomas, Sanchez. Ai -126,2 partono Alaphilippe e Maestri, perché dietro di loro l'atteggiamento dei colleghi è nervoso. A Recanati i due battistrada sono ancora davanti e un gruppo di trentasette corridori sono al loro inseguimento. Nel sali e scendi marchigiano si forma un gruppetto di inseguitori, composta da Narvaez, Scaroni, Valgren, Hermans, Thomas, Leemreize, Smith, Trentin, Clarke e Costiou, che a causa di un problema meccanico non riesce a rientrare e viene riassorbito dai corridori rimasti del folto gruppetto. Nella ripida salita di Ostra Maestri fa fatica, soprattutto nelle rampe al 15%, ma Alaphilippe lo aspetta. I due proseguono fino ai -11,5 quando Alaphilippe se ne va sul Monte Giove. Maestri viene superato da Hermans e Narvaez. Dopo una lunga fuga a due, Julian Alaphilippe arriva da solo a Fano, a 31secondi volata di Narvaez e Hermans.

13a tappa:17/05 Riccione-Cento di 180km. La tappa senza gran premi della montagna ha visto un'immediata fuga di Pietrobon, Tarozzi e Tonelli. Il gruppo li ha tenuti a debita distanza, anche se ai traguardi volanti i velocisti hanno movimentato l'andatura per i punti della maglia ciclamino. Al primo arco del traguardo volante di Villanova di Forlì passa Pietrobon e l'Intergiro di Lugo se lo prende il corridore delle zone, ossia Tarozzi, mentre al traguardo volante di Conselice bissa Pietrobon. Visto che si corre nella Pianura Padana e c'è stato il vento laterale, la Ineos Grenadier accelera per creare dei ventagli e spezzare il gruppo, riuscendo nell'intento. I tre fuggitivi vengono risucchiati ai -52,7 dalla prima parte del gruppo ma, attraversando Molinella, rientra la seconda. Ai -38,1 si ricompattano, complice il calar del vento, e ai -30,7 scappano Marcellusi e De Pooter, il quale non vuole mollare alla rimonta del gruppo. Ai -9 si organizzano per la volata, infatti nella tappa, in cui è stata protagonista l'Emilia Romagna, c'è il tris della maglia ciclamino Jonathan Milan e sfilano Aniolkowski e Bauhaus.

14a tappa:18/05 Castiglione delle Stiviere-Desenzano del Garda di 31,2km. La cronometro con due rilevamenti cronometrici a Solferino e a Torre di San Martino è stata percorsa in 35minuti e 02secondi con una media oraria di 53,434km/h dal più forte, ovvero il campione nazionale italiano Filippo Ganna, il secondo Pogacar ha terminato a 29secondi e il terzo Arensman a 1minuto e 07secondi.

15a tappa: 19/05 Manerba del Garda-Livigno(Mottolino) di 223km. La tappa più lunga della 107esima edizione del Giro d'Italia ha previsto il superamento, per ben due volte, di quota 2000metri. Dopo esser stati fermi sotto l'arco del km0, fuggono Pithie, Bayer, Ewan, Davide Bais, Tonelli, Van Lerberghe, Wood, Velasco, Askey, Calmejane, Le Gac e Ballerini, mentre Piccolo è a metà strada. Sulla salita di Lodrino dal gruppo maglia rosa Geschke vuole raggiungere gli uomini davanti, portandosi dietro un folto gruppetto, intanto i punti per la maglia azzurra li conquista Pithie. Dietro ai dodici inseguono Alaphilippe e Ghebreigzabhier, ma sulle prime rampe del Colle San Zeno ritornano nel gruppetto. Dai fuggitivi si staccano Le Gac, Van Lerberghe, Ewan e si aggiungono Piganzoli, Scaroni e Pellizzari, insomma ai 1418m Scaroni capeggia un gruppo di quarantasette corridori. Nella discesa sinuosa si allontanano Bayer, Ballerini, Scaroni, Pellizzari, Tonelli e Wood. Ai -81,2 Ballerini lascia i cinque compagni di fuga e anche Bayer va su con il suo ritmo. Dopodiché c'è l'ascesa del Passo del Mortirolo e Wood perde contatto, pure Tonelli ai -7,2 dalla vetta si stacca. Conci riacciuffa Pellizzari e Scaroni, che passa primo ai 1854m. Si scende e a Sondalo si forma un gruppetto con Storer, Quintana, Ghebreigzabhier, Ries, Narvaez, Steinhauser, Vansevenant, Covili, Pellizzari, Scaroni, Lopez, Valter, Conci, Piganzoli, Alaphilippe, Geschke, Velasco e Sanchez. Ai -43,1 Narvaez e Valter allungano, però tornano in diciotto. Ai -31,4 Sanchez rimane indietro e dopo un po' Piganzoli aumenta la velocità tanto da andarsene con Steinhauser, Conci, Covili, Storer, Geschke, Quintana, Alaphilippe e Valter, che prende il traguardo volante di Le Motte. L'Intergiro di Isolaccia-Valdidietro è per Piganzoli. Sul Passo del Foscagno Steinhauser prova a proseguire da solo e i primi inseguitori sono Valter, Storer e Quintana, sui quali si fanno sotto Conci, Piganzoli, Geschke e Covili. Con facilità il colombiano abbandona i sei e ai -4,2 dalla vetta aggancia il tedesco. Il gruppo maglia rosa non è molto lontano dai battistrada, così Pogacar parte e supera i più immediati, anche se Valter gli si accoda per pochi metri. Quintana va via, anche se Steinhauser continua a inseguire, nonostante Pogacar lo superi. Dietro Bardet tenta di migliorarsi in classifica, nel frattempo ai 2291m del Foscagno transita Quintana che, dopo tre chilometri di discesa, si appresta a scalare l'ultima salita per Livigno. Lo sloveno è inesorabile, infatti ai -1,9 oltrepassa il colombiano, così nella stazione sciistica di Mottolino a 2385m d'altitudine la maglia rosa Tadej Pogacar è vincitore per la quarta volta, alla spicciolata Quintana e Steinhauser.

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