martedì 22 maggio 2018

Ciao a tutti!
qualche mese fa avevo una mezza idea di partecipare ad un concorso letterario, che aveva come tema il rosa, inteso come colore o fiore. Purtroppo, citando i latini, "tempus fugit mors appropinquat", così la scadenza si è avvicinata ed è pure passata...comunque una mattina mi è venuto un momento d'ispirazione e ho buttato giù una poesia sulla rosa. Ho utilizzato un acrostico, perché il giorno prima avevo visto una puntata della fiction della Bbc "Padre Brown", in cui la soluzione del caso era nascosta in un acrostico. Di conseguenza la poesia è molto corta, dato che la parola "rosa" è costituita da sole quattro parole. Ho pensato di proporvela oggi, perché in questa giornata si sono benedette le rose per Santa Rita da Cascia e mi sembrava il momento giusto per farvela leggere. Allora vi saluto con la poesia nella speranza che vi piaccia...

"Risplendi, Regina dei fiori,
 Ogniqualvolta che sbocci.
 Sentire nell'aria il tuo inebriante profumo e
 Accarezzare con la punta delle dita i tuoi vellutati e corposi petali"
di Laura Inzerillo
 


lunedì 21 maggio 2018


La seconda settimana del Giro d'Italia ha visto protagoniste, come regioni, l'Abruzzo, le Marche con la città Osimo, l'Umbria con Assisi, l'Emilia Romagna con le città Imola e Ferrara, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia scalando lo Zoncolan e approdando a Sappada. Per celebrare i cento anni dalla conclusione della Grande Guerra i corridori hanno viaggiato attraverso le città e i paesi lungo i fiumi Piave e Tagliamento, che sono i luoghi dove gli italiani e gli austroungarici hanno lottato dal 1915 al 1918.
10a tappa: 15/05 Penne-Gualdo Tadino di 244km. Nella tappa più lunga della 101esima edizione del Giro d'Italia dodici uomini si preparano ad andare in fuga ma nella prima salita per Rigopiano, attraversata per ricordare le 29vittime rimaste intrappolate nell'albergo completamente distrutto da una valanga, ha perso contatto Chaves per problemi fisici. La Sky, Lotto NL Jumbo e la Groupama FDJ si sono messi a fare una forte andatura per non far rientrare il colombiano e farlo uscire dalla classifica, così la fuga non si realizza. Nel traguardo volante di Sarnano, che regalava dei secondi di abbuono, Pinot cerca di avvantaggiarsi però Yates è molto attento e si aggiudica i 3secondi; da lì Frapporti riesce a fuggire dal gruppo e ai -40 scatta Villella imitato da Mohoric. Ai -31,2 si forma un terzetto ma essendo stanco Frapporti si sfila. Dopo il GPM di Annifo scendono più veloci in discesa Denz, Henao e De Marchi. Nella parte tecnica della discesa Mohoric scivola via e Villella gli sta a tiro, mentre Denz abbandona la coppia, con cui era scappato. Ai -19,2 Mohoric, Villella e Denz si uniscono, all'inseguimento ci sono Henao e De Marchi. Mohoric insiste e l'unico a riprenderlo è Denz. Prima Ballerini e poi Vendrame escono dal gruppo, che riacciuffa tutti tranne la coppia di testa, la quale fa la volata e dopo due fughe il vincitore è Matej Mohoric su Denz. La volata del gruppo è stata conclusa da Bennett.
11a tappa: 16/05 Assisi-Osimo di 156km. Inizio velocissimo perché tutti vogliono andare in fuga, i fortunati sono Sanchez, De Marchi, Masnada, Maestri e Turrin. Hanno corso sulle strade ricche di sali e scendi attraverso i borghi medievali dell'Umbria e delle Marche e hanno affrontato anche il muro di Filottrano per ricordare Michele Scarponi, che in questa città ci viveva. Nel traguardo volante passa per primo Louis Leon Sanchez, con lui Masnada e De Marchi cercano di anticipare il gruppo. I corridori hanno affrontato salite con pendenze importanti e ai -4,9 i tre fuggitivi vengono riassorbiti. Appena iniziano un pezzo di pavé scattano Stybar e Wellens, solo che il gruppo è a tutta. Ai 1500m Wellens rimane da solo, ma Yates è scatenato e lo scavalca. Dietro Dumoulin e gli altri lo inseguono. Nel centro storico di Osimo sul pavé fa doppietta la maglia rosa Simon Yates, a 2secondi Dumoulin e a 5 Formolo.
12a tappa: 17/05 Osimo-Imola di 214km. Frapporti, Senni, Maestri, Mosca e Zhupa sono stati i fuggitivi di giornata partendo al secondo chilometro dalla sbandieramento e insieme costeggiano il Mar Adriatico. Nelle pianure di Faenza, a causa della pioggia torrenziale e del vento laterale, il gruppo si spezza in più pezzi e Mosca e Maestri non vogliono rinunciare a stare davanti, però li riprendono ai -21,3. Wellens è il primo a passare sotto l'arco del traguardo posto nell'autodromo Dino ed Enzo Ferrari. Ai -10,4 c'è gruppo compatto ma in salita avanzano Henao, Goncalves, Dennis e Carapaz e la maglia rosa ricuce. Ai -8,2 Ulissi prova ad anticipare, gli si accoda Bentacur e anche Mohoric. Nel ritorno al circuito si ricompattano per poco, perché Sam Bennett parte come un fulmine ai 300m anticipando lo sprint di Van Poppel e Bonifazio.
13a tappa: 18/05 Ferrara-Nervesa della Battaglia di 180km. Dopo un po' di bagarde evadono Vendrame, Tonelli, Irizar, Marcato e Zhupa, che per il secondo giorno consecutivo è andato in fuga. Hanno attraversato le città e i paesi della pianura Padana per poi giungere nelle zone del fiume Piave, dove si è conclusa cento anni fa la Grande Guerra. I fuggitivi superano in testa il primo passaggio sulla linea del traguardo di Nervesa della Battaglia. Sulla salita di Montello escono dal gruppo Martin, Capecchi, Ballerini e Neilands, però le squadre dei velocisti sono implacabili riprendono i controattaccanti e ai -6,3 i battistrada. Parte in contropiede ai 1200m Coledan, ma la volata si realizza con vincitore, per la terza volta, Elia Viviani, secondo Bennett e terzo Van Poppel.
14a tappa: 19/05 San Vito al Tagliamento-Monte Zoncolan di 186km. Di forza nei primi tratti del Monte di Rogogna sono partiti Mosca, Gavazzi, Conti, Barbin, Didier, Pedersen e Montaguti. Durante l'ascesa al GPM di Avaglio si sgancia dagli altri Pedersen rientrando nella successiva discesa, però su Passo Duron il danese perde definitivamente le ruote dei compagni di fuga e anche Mosca è in difficoltà. In gruppo, intanto, l'Astana ha accelerato l'andatura ed entrambe i gruppi serpeggiano la tecnica discesa. Poi salgono la Sella Valcalda-Ravascletto e Barbin allunga con Didier, Conti e Montaguti, alla fine scollinano in testa Conti e Barbin e giù in discesa contengono il distacco. Per primi accedono ai 10km finali dello Zoncolan, appena il gruppo affronta la salita scatta Anton e poi Carthy. Conti con una progressione rimane da solo per poco, perché Anton lo raggiunge. La Sky fa l'andatura e ai -6,5 Woods sale in solitaria, sempre a qualche metro dal gruppo. Ai -5,7 sono tutti insieme, ma le dure rampe con pendenze massime del 22% selezionano i corridori. Ai -4,2 c'è una prima "frullata" di Froome e alla seconda è da solo, al seguito ci sono Yates, Pozzovivo, Lopez e a qualche metro Dumoulin e Pinot. Ai -3 scatta Yates e dietro c'è Lopez. Dopo le tre gallerie del Kaiser Zoncolan i due britannici sono a pochi metri di distanza, ma Christopher Froome riesce a stare davanti di 6secondi alla maglia rosa Yates e a 23secondi Pozzovivo.
15a tappa: 20/05 Tolmezzo-Sappada di 176km. Dopo diversi tentativi Neilands, Jauregui, Denz e Quintana se ne vanno sulle ultime rampe del Passo delle Maurie, a cui si aggiungono dopo la discesa Modolo, Lutsenko, De Marchi, Bonifazio e Brambilla e in ultima battuta Ballerini. Il gruppo lascia andare anche Nibali, Visconti, Ciccone, Ulissi, Cherel, Masnada, Barbin, Ladagnous, Sbaragli, Van der Sande, Bewley, Stybar, Lammertink e Mori. Gli uomini di classifica non permettono di far decollare il loro vantaggio, tenendoli sotto i 2minuti. Nel Passo Tre Croci in testa proseguono Ciccone, Ulissi, Denz, Cherel, Masnada, De Marchi, Quintana e Visconti, dal gruppo c'è il forcing solitario di Woods. Nella discesa si avvantaggiano Denz e Cherel, che aspettano prima Quintana e poi Ciccone e Visconti. La Sunweb accelera sul Passo di Sant'Antonio, mentre in cima scollinano Ciccone e Denz, che come un fulmine va giù in discesa. Yates parte sulla salita Bosco dei Giavi e si aggrega Lopez, con cui riprende i fuggitivi. Pozzivo, Dumoulin, Carapaz e Pinot riescono ad agganciarsi formando un sestetto. Ai -17,3 Yates scatta di nuovo con decisione e nessuno gli va dietro. Pinot e Dumoulin fanno il ritmo per inseguirlo. Dopo qualche chilometro Carapaz parte e con lui Pozzovivo, Pinot e Lopez, ma Dumoulin li riagguanta per la volata per il secondo posto. In solitaria la maglia rosa Simon Yates arriva fino a Sappada conquistando la sua terza vittoria a questo Giro d'Italia, alle sue spalle con 41secondi di distacco sprint di Lopez e Dumoulin.

lunedì 14 maggio 2018


Dagli antichi anfiteatri sulle coste d'Israele a quelli della Sicilia, la carovana del Giro d'Italia è sbarcata su quest'isola restandoci per tre tappe impegnative terminando sull'Etna. Poi sono approdati in Calabria costeggiando le città sul Mar Tirreno e sono brevemente passati dalla Basilicata raggiungendo la Campania. La domenica di questa settimana i ciclisti hanno attraversato un tratto del Molise e poi l'Abruzzo finendo su a Campo Imperatore nel Gran Sasso d'Italia.
4a tappa: 08/05 Catania-Caltagirone di 202km. Ci sono voluti 24km perché la fuga di Jauregui, Belkov, Mosca, Frapporti e Barbin andasse in porto. Per primi hanno affrontato le strade ondulate siciliane, costellate da città barocche. Al GPM di Pietre Calde scatta Barbin per consolidare la sua maglia azzurra. Da dietro l'UAE team accelera riducendo il numero dei componenti del gruppo, però le continue discese non consentono di fare la differenza, così i 5 posso continuare. A Vizzini c'è la lotta per i punti della maglia azzurra con la vittoria di Barbin. In discesa proseguono con determinazione Frapporti, Mosca e Belkov fino ai -13,6. Dal gruppo scappano Zardini e Conti, che a 9,5 dalla conclusione se ne va, solo che la Lotto Soudal Fix all tira a tutta riacciuffandolo ai -3,3. Nel chilometro finale con tratti al 13% arrivano in piedi sui pedali: primo Tim Wellens, secondo Woods e terzo Battaglin.
5a tappa: 09/05 Agrigento-Santa Ninfa di 153km. I corridori sono partiti dalla città di Pirandello e della Valle dei Templi e Vendrame, Mullen, Didier e Zhupa precedono il gruppo maglia rosa. Per ricordare il terribile terremoto del 1968 i ciclisti hanno corso lungo la Valle del Belice, in cui interi paesi furono rasi al suolo dalla forza della natura con più di 300 vittime. Su queste strade Didier tenta di anticipare i suoi compagni di fuga, ma rinvengono su di lui e salta il loro accordo. Vendrame conquista l'ultimo GPM di giornata e va avanti da solo, ma il gruppo lanciato lo riacciuffa ai -3,2. Subito scatta Ulissi che viene chiuso da Pozzovivo. Dopo l'ultima curva Visconti e Battaglin allungano. La tappa finisce con Enrico Battaglin che batte Visconti e il gruppo viene regolato da Goncalves.
6a tappa: 10/05 Caltanisetta-Etna di 169km. Prima tappa per il Giro d'Italia con finale sulle pendici del vulcano più alto d'Europa. I primi chilometri sono velocissimi e fuggono in 28, ovvero Henao, De La Cruz, Chaves, Haig, Polanc, Gavazzi, Ciccone, Ulissi, Mori, Haga, Cherel, Jauregui, Oomen, Denz, Novak, Tonelli, Plaza, Hermans, Quintana, Eg, Zardini, Frapporti, De Marchi, Roy, Reichenbach, O'Connor, Dombrowski e Gesink. Il gruppo maglia rosa cerca di contenere il vantaggio di questi fuggitivi e nei primi chilometri di salita i due gruppi si assottigliano notevolmente. Ai -14,6 attacca Gesink, a cui si aggregano Reichenbach, Hermans, Ulissi, Ciccone, Chaves, Henao, Oomen e De Marchi, che assieme a Hermans anticipano. I due, però, vengono raggiunti dagli altri. Nelle dure rampe dell'Etna Ciccone continua a voler lasciare la compagnia, ma i suoi compagni di fuga ricuciono sempre, in particolare Henao e Chaves. Ai -6,4 ritenta Ciccone, ma Chaves lo prende per andarsene via da solo. Dal gruppo allunga Lopez senza successo, nel frattempo il gruppo maglia rosa assorbisce tutti i fuggitivi tranne il colombiano. Dai -3 ci sono scatti e contro scatti che affaticano la maglia rosa Dennis, il quale si stacca. Prima dell'arco dell'ultimo chilometro Yates parte a tutta velocità raggiungendo il suo compagno di squadra. Arrivano all'Osservatorio Astrofisico dell'Etna i due della Mitchelton Scott; dopo una lunga fuga vince e mette la maglia azzurra Esteban Chaves Rubio e poco dietro la nuova maglia rosa Simon Yates, mentre a 26secondi c'è Pinot.
7a tappa: 11/05 Pizzo Calabro-Praia a Mare di 159km. Appena superano il km0, Ballerini, Masnada, Martin e Irizar vogliono andare in fuga, ma le squadre dei velocisti non lasciano loro spazio. In contropiede ci riprovano Ballerini e Irizar raggiunti da Belkov. I corridori hanno risalito la costa calabrese del Mar Tirreno riprendendo due dei fuggitivi di giornata ai -1,6, mentre Ballerini continua da solo per qualche centinaia di metri. Subito cercano un'imboscata Ulissi, Gavazzi, Martin, Roche e altri, ma le squadre dei velocisti non vogliono perdere l'occasione di una volata. A tutta velocità affrontano il rettilineo del Lungomare e ne esce vincente Sam Bennett, su Viviani e Bonifazio.
8a tappa: 12/05 Praia a Mare-Montevergine di Mercogliano di 209km. Tra il km 23 e 24 provano Villella, Montaguti, Torres, Polanc, Mohoric, Van der Sande e Bouwman, anche se la Katusha tira per riprenderli ma alla fine i 7 possono continuare la loro fuga. Sotto una pioggia intensa i fuggitivi intraprendono per primi i 17,1km della salita finale; i 7 scattano ripetutamente senza riuscire a fare la differenza fino a che Bouwman, Montaguti, Mohoric e Polanc se vanno in progressione. Il gruppo maglia rosa impartisce un forte ritmo per riprendere i battistrada, intanto ai -3,8 scatta Bouwman e a qualche metro da lui segue Montaguti. Dal gruppo esce Cherel e poco dopo Richard Carapaz, che salta tutti e per la prima volta nella storia del Giro d'Italia un ecuadoriano arriva per primo ad una tappa. A 7secondi giungono al santuario di Montevergine anche Formolo e Pinot.
9a tappa: 13/05 Pesco Sannita-Gran Sasso di 225km. In 14 evadono dal gruppo e sono Wellens, Brambilla, Ballerini, Boaro, Berhane, Carthy, Turrin, Didier, Cherel, Masnada, Visconti, Andreetta, Benedetti e Belkov. Boivin ha cercato di accodarsi senza successo, poi la tappa prosegue tranquilla fino ai -46,7, da dove comincia l'ascesa al Gran Sasso. L'Astana fa la corsa dura nel gruppo, mentre i fuggitivi superano il GPM di Calascio in 13 con Didier che si è staccato dopo aver tirato per il compagno di squadra. Lungo i finali 26,5 vanno su d'accordo Masnada, Boaro, Visconti, Cherel, Berhane e Carthy, intanto la Mitchelton Scott ritorna in testa al gruppo. Invece davanti Masnada spinge forte per andarsene e i suoi compagni di fuga scattano a turno fino a quando Boaro non riesce a fuggire da loro. Ai -7 Carthy recupera Boaro, però il gruppo guidato dall'Astana li riprende e anche Masnada dopo 222km di fuga. Ai -2,7 Ciccone prova a fare la differenza, solo che ai -1,9 il gruppetto maglia rosa lo riacchiappa. Nelle dure rampe finali rimangono Pozzovivo, Pinot, Yates, Chaves e Carapaz. Ai 2135metri di Campo Imperatore vince la maglia rosa Simon Yates, poco dietro Pinot e Chaves.

lunedì 7 maggio 2018


Per la prima volta nella storia ciclistica il Giro d'Italia edizione 101 è partito fuori dall'Europa, in particolare da Gerusalemme, la città santa per tutte le religioni monoteiste in cui si ammirano i loro antichi monumenti. Poi la carovana rosa ha attraversato le strade di Israele partendo da Haifa, il primo porto della storia, e incontrando Acre, città vecchia patrimonio Unesco, e siti archeologici romani e greci. Hanno anche corso nel deserto del Negev con le sue dune frastagliate da sporadiche oasi, in cui risiedono delle comunità, e con siti rocciosi, che contraddistinguono il Makhtesh Ramon. I corridori sono passati dalle città sul Mar Mediterraneo a Eilat, località affacciata sul Mar Rosso; insomma è stato uno spettacolo paesaggistico e archeologico diverso da quello europeo ma molto affascinante.
1a tappa: 04/05 Jerusalem-Jerusalem di 9,7km. La cronometro iniziale è stata un continuo sali e scendi lungo le strade della città santa per le tre religioni monoteiste. La prima maglia rosa, consegnata in nome di Gino Bartali, il cui nome dal 2013 è nell'elenco dei Giusti tra le nazioni per aver aiutato in gran segreto molti ebrei a sfuggire ai soprusi della Seconda guerra mondiale, è ritornata sulle spalle del campione del mondo a cronometro e vincitore del Giro d'Italia 2017 Tom Dumoulin, che ha percorso il tracciato in 12minuti e 2secondi, a 2secondi da lui ci sono Dennis e Campenaerts, che ha un distacco di 4centesimi di secondo dall'australiano.
2a tappa: 05/05 Haifa-Tel Aviv di 167km. Dopo 10chilometri tentano la fuga Ballerini e Bak, a cui più tardi si è aggiunto Boivin. Solo che il gruppo è scatenato, tanto da avvicinarsi e permettere a Barbin di riacciuffare per primo i fuggitivi e vincere il Gran Premio della montagna, ma dopo lo scollinamento il gruppo ritorna compatto. Al traguardo volante di Caesarea c'è lo sprint vincente di Rohan Dennis, che aggiudicandosi i 3secondi di abbuono conquista la maglia rosa. Ai -60,3 prova ad allungare Campenaerts senza successo, poi ai -52,2 ci riprova Boivin che rimane all'aria per più di 30km. Poi i velocisti si sono organizzati per la volata e nei 600m del rettilineo finale vince Elia Viviani, che rimonta Mareczko e poco dietro Bennett.
3a tappa: 06/05 Be'er Sheva-Eilat di 229km. Pronti via e nella tappa del deserto del Negev vanno in fuga Barbin, Frapporti e Boivin, che in sole due tappe ha già percorso 322km di fuga. Il primo a passare l'unico GPM di giornata è stato Frapporti allungando rispetto agli altri due, però poi hanno continuato insieme e nel tratto di avvicinamento ad Eilat Barbin si stacca per primo, mentre gli altri vengono riassorbiti ai -5,8. Dopo 9 rotonde c'è la volata con delle spallate fra l'italiano e l'irlandese, però Elia Viviani riesce ad avere la meglio e Bennet arriva terzo con Modolo che si mette in mezzo.

lunedì 30 aprile 2018



Domani è la festa dei lavoratori e ho pensato di proporvi il film "Mister Felicità", in cui il protagonista disoccupato scopre per caso il lavoro giusto per lui.
Vi scrivo una breve trama: Martino De Simone(Alessandro Siani) è disoccupato e vede la vita tutta nera ripetendo sempre la frase: "Chi me lo fa fà". Vive in Svizzera con la sorella Caterina, che per mantenere entrambi lavora come donna delle pulizie per il Dottor Guglielmo Gioia(Diego Abatantuono), un rinomato mental coach specializzato nel guarire le persone attraverso il pensiero positivo. Un giorno Martino e la sorella hanno un incidente automobilistico e Caterina ha la peggio, per ristabilirla deve subire un intervento chirurgico che costa venti mila euro. Martino le promette che troverà i soldi, così va dal dottor Gioia che lo assume al posto della sorella. All'improvviso il mental coach deve partire urgentemente per Dubai per risollevare il morale ad un principe e Martino casualmente risponde al telefono venendo ingaggiato per una bella cifra. Da quel momento diventa Mister Felicità, l'assistente del dottor Gioia. La nazionale di pattinaggio lo contatta per aiutare la famosa pattinatrice Arianna Crof(Elena Cucci), che dopo una caduta nella pista di Bonn ha un blocco psicologico. L'allenatore e la rigida madre vogliono che Mister Felicità la guarisca in due mesi perché deve partecipare ai campionati europei. Al primo incontro Martino non riesce a relazionarsi con Arianna, che lo manda via, nel frattempo il dottor Gioia ritorna e scopre il suo inganno. Dato che non vuole perdere il suo buon nome come mental coach, il dottore e Martino lavorano insieme per la pattinatrice depressa. Con l'aiuto di Gioia Martino riesce a guadagnarsi la fiducia di Arianna, ma per una serie di equivoci lei lo smaschera e Mister Felicità le rivela che in realtà è un pessimista cronico. Per giorni Martino e Arianna si deprimono insieme stravaccati sul divano diventando complici, poi un giorno iniziano a uscire alla ricerca della felicità.
Come sempre i film di Siani fanno ridere dall'inizio alla fine. Questa volta, però, si ride riflettendo sul senso della felicità, che dagli albori dell'umanità continuiamo a ricercare ;)

domenica 22 aprile 2018

Ciao a tutti!
questa domenica l'ho passata divertendomi tanto vedendo la 79esima edizione del Giro dell'Appennino. Quest'anno pensavo, che non sarei andata a vedere altre gare ciclistiche perché tutte abbastanza lontane. Invece questa antica corsa, vinta da grandi campioni come Fausto Coppi e Vincenzo Nibali, ha fatto giungere l'arrivo in Via XX Settembre, nel centro della mia città, quindi non potevo non andarci, ma questa volta mi ha accompagnata l'altro appassionato di ciclismo della mia famiglia, ovvero mio papà:)
Della gara posso raccontarvi che al km 11 dalla partenza sono partiti per una lunga fuga in sette, ovvero Taciak, Barcelo Aragon, Salvador, Onesti, Chokri, Colnaghi e Fortin. I primi quattro Gran Premi della Montagna li ha superati per primo Salvador; poi lungo le dure rampe del Passo della Bocchetta scappano dal gruppo Masnada, Ciccone e Antunes, i quali riprendono i fuggitivi di giornata. In ordine di transito sul Passo della Bocchetta sono giunti Ciccone, Masnada e Antunes, che hanno proseguito di comune accordo fino agli ultimi 10km dove hanno cominciato a scattare e contro scattare. Sulla leggera ma costante salita di Via XX Settembre ha vinto Giulio Ciccone, secondo Amaro Antunes e terzo Fausto Masnada; infine dopo tre minuti abbondanti hanno fatto lo sprint un gruppetto di ventitré corridori, tra i quali c'era Damiano Cunego, uno dei miei ciclisti preferiti che a giugno si ritirerà dalle corse. In questa bella giornata di sport c'è stato anche un momento di ricordo, in quanto il 22 aprile dell'anno scorso moriva in un incidente stradale sulla sua bicicletta Michele Scarponi. Il Giro dell'Appennino l'ha voluto ricordare consegnando il premio di miglior scalatore con il suo nome ed è stato vinto da Enrico Salvador.
Ora vi saluto lasciandovi con la foto che ho fatto ai vincitori del 79esimo Giro dell'Appennino.

 

domenica 15 aprile 2018


Oggi vi parlerò del libro "Non è la fine del mondo" di Alessia Gazzola. Nei pressi di casa mia sono fioriti e l'aria profuma dei glicini, così ho voluto leggere questo libro, dato che sulla copertina appare una cascata di questi grappolosi fiori.
Vi scrivo una breve trama: Emma De Tessent da anni è stagista per un casa di produzione cinematografica, nonostante il suo curriculum sia ricco tanto da ambire a posizioni prestigiose. Lei, però, si accontenta vivendo con la madre e trascorrendo le sue serate a leggere Harmony regency, mangiando biscotti calorici; anche se il suo sogno ricorrente è acquistare il villino con il glicine dove si rifugia quando è giù di morale. Tutto cambia quando la casa di produzione non le rinnova il contratto, Emma si sente avvilita e depressa. Non riuscendo a lungo a rimanere con le mani in mano, spedisce il curriculum da tutte le parti. Dopo l'ennesimo colloquio di lavoro fallimentare entra in un negozio di abiti per bambini, dove viene assunta come assistente e trova la tranquillità di cui ha bisogno. Solo che il suo ex capo la rivuole nel suo staff e nello stesso momento un affascinante produttore, che continua a ronzare intorno al negozio, le offre un incarico adatto al suo curriculum. Emma si sente come le eroine romantiche dei libri che legge e come loro deve prendere una decisione, che le possa permettere di vivere il lieto fine.
Mi piace tantissimo la protagonista e la sua dolcissima storia, anche se il finale mi ha lasciata un po' interdetta. Ci avrei aggiunto qualcosa di più romantico come la protagonista si sarebbe meritata, vista la sua passione per i romanzi regency.