lunedì 25 giugno 2018


Oggi vi parlerò del libro "Magia di un amore" di Lisa Kleypas. Dopo tanto tempo che agognavo di leggere questo libro, mia sorella Roberta me l'ha regalato per Natale.
Vi scrivo una breve trama: Hampshire 1832. Lady Aline Marsden è la figlia maggiore del conte di Westcliff ed è stata cresciuta senza l'amore dei genitori, che hanno sempre visto in lei una pedina necessaria per concludere un matrimonio vantaggioso. Aline ha ricevuto affetto solo dalla governante, la signora Faircloth, e fino all'età di otto anni ha scorrazzato e giocato assieme allo stalliere John McKenna. Quando diventano adulti, il loro affetto infantile si tramuta in passione, tanto da non riuscire a stare a lungo lontani. Il conte viene a sapere della loro relazione clandestina, così minaccia Aline di rovinare McKenna se non interrompe subito le aspettative del ragazzo. Aline lo rifiuta in malo modo e McKenna se ne va da Stony Cross Park, mentre lei crolla in una triste depressione. Dodici anni dopo il fratello Marcus, diventato conte, invita degli ospiti americani e tra questi c'è McKenna, che è diventato un uomo ricco. Aline, appena incontra il suo sguardo, sente che il suo cuore non ha mai smesso di amarlo ma il passato di entrambe si mette in mezzo. La magia dell'amore, però, è più forte di qualsiasi ostacolo.
E' un romanzo storico molto intenso, in cui un amore puro e vero affronta le avversità della vita e delle differenze sociali. Non si può fare a meno dall'inizio alla fine della storia di fare il tifo per il magico amore di Aline e McKenna ;)

lunedì 18 giugno 2018


Per caso qualche giorno fa mi sono imbattuta nel film "Una famiglia all'improvviso"(il suo titolo originale è "People like us").
Vi scrivo una breve trama: Sam Harper(Chris Pine) è un facilitatore di scambi commerciali ed è molto scaltro negli affari, anche se commette un errore che gli costa la sua prestigiosa percentuale dell'ultimo affare concluso. Appena torna a casa, la sua fidanzata Anna lo informa che ha chiamato sua madre per comunicargli la morte del padre. Devono andare a Los Angeles per il funerale e Sam cerca ogni pretesto per evitare di lasciare New York, però Anne riesce ad organizzare tutto. Quando giungono in casa, la madre Lilian(Michelle Pfeiffer) lo accoglie con uno schiaffo, dato che sono anni che non si è fatto più vedere. Sam si ritrova catapultato negli anni della sua infanzia e adolescenza sentendo, come sempre, crescere in lui il desiderio di scappare, ma non lo può fare subito perché l'avvocato del padre lo ha convocato. I due uomini si incontrano ad un tavolo di un bar e l'avvocato lo informa delle ultime volontà testamentarie del famoso produttore musicale Jerry Harper. A Sam ha lasciato tutti i suoi vinili e cimeli musicali, in più un vecchio set da barba. Quando lo apre, appaiono mazzette di dollari e un biglietto di suo padre, che gli chiede di consegnare quel denaro a Josh Davis e di prendersi cura di loro. Sam ne parla con Anna, che gli suggerisce di scoprire di più sulla faccenda, mentre lui vuole intascarsi i soldi per pagare i debiti che ha a New York. Anna si sente presa in giro perché non le ha mai detto niente di queste cose, così infuriata riparte senza di lui. Sam, rimasto da solo con la madre che gli rinfaccia costantemente la sua assenza, comincia a indagare sul Josh della lettera e scopre che sua madre, Frankie Davis(Elizabeth Banks), altri non è che la sua sorellastra. Con alcuni sotterfugi diventa loro amico e Sam fugge sempre dal momento di rivelare a Frankie di essere suo fratello, quando accade tutto diventerà più complicato.
E' un film che all'inizio non mi convinceva, infatti volevo cambiare canale, forse perché il protagonista mi sembrava inconsistente e sbruffone nei confronti degli altri. E' cambiato il mio punto di vista, quando fratello e sorella creano un rapporto di complicità. La scena finale, inoltre, mi ha fatto riflettere su come in modo istintivo percepiamo il legame e l'amore fraterno. Fin dall'inizio, comunque, mi piaceva la colonna sonora, ricca di bellissima musica rock ;)

lunedì 11 giugno 2018



Oggi vi parlerò del libro "L'idiota" di Fedor Dostoevskij. Dopo aver letto "Scrivere è un mestiere pericolo", in cui Alice Basso accennava alcuni pezzi delle avventure del principe Myskin, ho pensato di leggerlo prendendolo in prestito dalla biblioteca.
Vi scrivo una breve trama: Il principe Lev Nikolaevic Myskin lascia la Svizzera, dove ha vissuto per anni, e ritorna a Pietroburgo per incontrare l'unica parente che gli sia rimasta in vita. Durante il viaggio in treno, chiacchiera con un uomo di nome Rogozin, che è tornato a casa dopo un lungo periodo, perché il padre è morto e può riscuotere la sua eredità, nonché può finalmente correre dalla donna che ama. Si tratta di Natas'ja Filippovna, che ha una storia personale drammatica e viene mantenuta dal ricco Tockij. Arrivato alla stazione di Pietroburgo, il principe si dirige nella dimora del generale Epancin, il marito della sua unica parente. A palazzo viene accolto dal suo segretario Gavrila Ardalionyc, che lo interroga prima di poterlo lasciar passare dal generale. Mentre stanno parlando entra Epancin e inizia a parlare con Gavrila sulla serata che si terrà da Natas'ja Filippovna. Quando il generale si accorge della sua presenza, il generale lo manda volentieri dalla moglie e le figlie. Myskin, così, conosce Lizaveta Prokof'evna, Aleksandra, Adelaida e Aglaja, di cui rimane affascinato. Trovandosi a suo agio con le quattro donne, il principe rivela loro di essere stato in Svizzera per curare l'epilessia e da quel momento tutti quelli che lo incontrano lo definiscono l'idiota, suscitando dei turbamenti al principe. In realtà Myskin è un uomo buono e colto, pronto a discorrere di qualsiasi problema e a dispensare consigli. Dopo una serie di casualità il principe Myskin si scontra con Natas'ja Filippovna, che lo tratta con alterigia come fa con tutti gli uomini che dicono di essere innamorati di lei, e questo incontro turberà l'animo buono del principe, vivendo delle avventure che rischieranno di portarlo sull'orlo della pazzia.
Per anni mi è capitato di passare in libreria davanti a questo tomo senza avere il coraggio di sollevarlo, perché mi spaventavano le sue dimensioni e il fatto che fosse stato scritto da un autore drammatico come Dostoevskij. Poi gli accenni nel libro di Alice Basso mi hanno convinta e ho fatto bene, in quanto si viene catturati dalla bontà del principe Myskin, anche perché subisce una sorta di bullismo, quando lo definiscono idiota. In realtà si rivela un personaggio molto intelligente, che espone delle riflessioni filosofiche ed esistenziali, che ancora adesso sono riscontrabili nelle nostre vite. Il finale mi ha lasciata perplessa, ma si può sorvolare visto che la storia è stata scritta da Dostoevskij, il quale non poteva fare a meno di metterci un morto e conclusioni drammatiche nei suoi libri.

lunedì 4 giugno 2018



Oggi vi parlerò del libro "Scrivere è un mestiere pericoloso" di Alice Basso. Con questo titolo così accattivante, non potevo evitare di metterlo nella mia wish-list.
Vi scrivo una breve trama: Vani Sarca ha appena ricevuto un aumento di stipendio dalla casa editrice, per cui lavora come ghostwriter, ed è stata assunta come consulente dalla polizia. Si sta avvicinando il Natale, la festa che Vani odia in assoluto perché Torino si riempie di luminarie e lo deve festeggiare con i suoi genitori, sua sorella, suo marito e i gemelli. Il suo capo, nel frattempo, le dà l'incarico di scrivere un libro di cucina, in particolare le ricette di Irma Ervin, la cuoca della famosa famiglia Giay Marin. Vani è furiosa perché lei può scrivere di tutto ma non di ricette, visto che si sfama con birra e patatine al formaggio. Cambia idea quando conosce l'anziana donna e tra loro nasce un bel feeling, tanto che Irma le confessa di aver avvelenato Adriano Giay Marin. Vani avvisa il commissario Berganza delle parole della donna e iniziano di nascosto le loro indagini. Nel frattempo la sua amica quindicenne Morgana la implora di scriverle una canzone per far colpo su un ragazzo, che le piace, e scontra il suo ex ragazzo Riccardo assieme alla sua nuova fiamma Sonia, giornalista di una rivista, a cui Vani aveva mandato un articolo per screditarlo. In mezzo a tutto questo caos Vani e Berganza proseguono l'indagine e il commissario l'aiuta insegnandole qualcosa su come si cucina. La storia di Irma sull'omicidio è ricca di falsi indizi, ma l'intuito di Vani la porterà a scoprire la verità sulla famiglia Giay Marin.
Mi piace tantissimo come scrive Alice Basso. Il libro è colloquiale ma ricco di riferimenti tratti da ogni sorta di libri. Il personaggio di Vani Sarca è eccezionale con il suo sarcasmo e la sua sensibilità, quindi non si può fare a meno di seguire la sua vita ricca di avventure. Non vedo l'ora, infatti, di leggere gli altri libri con protagonista la Ghostwriter Vani Sarca.

lunedì 28 maggio 2018



La ripartenza dell'ultima settimana di questa 101esima edizione del Giro d'Italia è stata caratterizzata da una cronometro individuale da Trento a Rovereto per commemorare un'ultima volta i 100anni dalla fine della Grande Guerra. Le regioni attraversate in queste ultime sei tappe sono state il Trentino Alto Adige, la Lombardia, il Piemonte, la Valle d'Aosta concludendo con una passerella nel cuore di Roma. Questa settimana è stata molto intensa e travolgente, soprattutto nella 18esima, 19esima, in cui si è svolta un'impresa che ha permesso al primo britannico nella storia il Giro d'Italia di vincere, e 20esima tappa. Gli eventi, che mi sono piaciuti nel corso di questa 101esima edizione, sono stati: l'arrivo sull'Etna di Yates e Chaves(tutti e due della Mitchelton Scott), che alzano entrambe le braccia al cielo; la temerarietà e la capacità di azzardare di Simon Yates; infine Juul Jensen e Kuznetsov che si stringono la mano dopo aver corso a lungo insieme nel circuito della città eterna.
16a tappa: 22/05 Trento-Rovereto di 34,2km. Per questa cronometro i ciclisti sono partiti uno alla volta da Piazza Duomo di Trento, hanno attraversato la città, hanno seguito il corso del fiume Adige e hanno incrociato dei paesi intermedi per raggiungere il centro di Rovereto. Il tracciato è stato caratterizzato da lunghi tratti pianeggianti, brevi salite e pavé negli attraversamenti cittadini. Il primo è stato Rohan Dennis che ha pedalato i 34chilometri e 200metri in 40minuti netti con una media oraria di 51.300, lasciandosi dietro a 14secondi Martin e a 22 Dumoulin.
17a tappa: 23/05 Riva del Garda-Iseo di 148km. Il via è stato dato dopo una galleria in salita. I corridori, che hanno scalato più in fretta, sono stati Cattaneo, Puccio, Sanchez, Ciccone, Visconti, De Marchi, De La Cruz, Jauregui, Reichenbach, Fernandez, Neilands, Gavazzi, Brown, Villella. La UAE e la Bora, pero, tirano come delle forsennate, allora Jauregui, Neilands e Cattaneo accelerano per evitare di essere ripresi come gli altri. Questa andatura ha spezzato il gruppo e da quello della maglia rosa prova a scappare Ulissi e gli vanno dietro Ciccone, Frapporti, Masnada, Montaguti, Quintana, Puccio, Ladagnous, Atapuma, Conti, Sanchez, Villella, Formolo, Brown e Pfingsten. Da questo gruppo di fuggitivi escono Frapporti e Atapuma, mentre gli altri vengono riassorbiti da un gruppo maglia rosa indiavolato, tanto da tornare tutti insieme. Continuano i tentativi e Poels, Geniez, Elissonde, Sanchez, Hermans, Visconti, De Marchi e Schachmann scollinano in testa il GPM di Lodrino. Il gruppo li riacciuffa uno a alla volta, solo che Hermans, De Marchi, Poels e Sanchez non vogliono cedere, Torres tenta di riaccodarsi senza successo e anche Barbin e Andreetta fanno lo stesso. I fuggitivi entrano per primi nel circuito cittadino di 23,7km. Le squadre dei velocisti si avvicinano con Sanchez e De Marchi, che le fanno faticare ma ai 11,6 c'è gruppo compatto. Ai -8,9 Brambilla e Gesink scappano e vengono raggiunti da Stybar, Benedetti e Henao, però dopo appena 2km li riprendono e in contropiede parte Lammertink. Anche il suo allungo viene neutralizzato a favore di una volata. Sotto la pioggia torrenziale batte tutti per la quarta volta Elia Viviani, secondo Bennett e terzo Bonifazio.
18a tappa: 24/05 Abbiategrasso-Prato Nevoso di 196km. Il preludio di questa tappa è stata la pianura Padana, in cui si è organizzata la fuga con Ballerini, Cattaneo, Kuznetsov, Van Emden, Van Poppel, Fonzi, Turrin, Plaza, Marcato, Pfingsten e in un secondo momento Morkov e Schachmann. I ciclisti sono passati nel Monferrato, Roero e Langhe, zone dei grandi vini piemontesi nonché patrimonio dell'Unesco. Il GPM di Novello in mezzo ai filari lo ha vinto Fonzi, mentre i due traguardi volanti distribuiti nel percorso se li è aggiudicati Ballerini. Dopo Mondovì c'è la fucilata di Van Poppel, che viene ripreso e superato nelle prime rampe della salita per Prato Nevoso. Ai -8,7 scatta Plaza portandosi dietro Pfingsten e reagiscono anche Schachmann e Cattaneo, ai quattro si aggiungono Marcato, Morkov e Kuznetsov. Ai -7,3 parte Cattaneo, Schachmann e Pfingsten, ritorna sotto anche Plaza. Solo che Schachmann accelera e in progressione Cattaneo lo raggiunge. Pfingsten non demorde e i due lo fanno faticare a rientrare, però ci riesce ai -4,3 e Plaza rimane sempre a qualche metro da loro. Schachmann e Cattaneo se ne vanno, però con l'esperienza ai -3 Plaza riprende i due. Il tedesco e l'italiano fanno di nuovo il vuoto e ai -2 si cominciano a scattare in faccia, però all'ultimo Plaza rientra. Nel frattempo il gruppo maglia rosa va su con un ritmo costante, poi la Movistar si mette in testa a fare più velocità per permettere a Carapaz di scattare, seguito come un'ombra da Lopez che poi lo lascia da solo. Scatta anche Dumoulin e Yates non lo molla assieme a Pozzovivo. Da dietro Froome li sorpassa e si agganciano Dumoulin e Pozzovivo, mentre Yates ha una difficoltà ma riesce a difendere la sua maglia rosa. Per la prima volta a questo Giro d'Italia la fuga della mattina ha potuto oltrepassare la linea del traguardo con Maximilian Schachmann, poi uno alla volta Plaza e Cattaneo.
19a tappa: 25/50 Venaria Reale-Bardonecchia di 185km. In questo tappone alpino ha visto protagonisti di giornata, dopo tanta bagarde, Ten Dam, Cherel, Montaguti, Sanchez, Visconti, Formolo, Goncalves, Atapuma, Conti, Brambilla, De La Cruz, Neilands, Pedrero, Betancur, Henao. Dopo il Colle del Lys si aggiungono Masnada, Ciccone, Villella, Stybar, Drombrowski, Brown e Pantano, solo che il gruppo riprende tutti lasciando in avanscoperta solo Atapuma, Montaguti e Neilands. Brown, Conti, Sanchez, Torres, Bouwman e Van Poppel incrementano la fuga dei tre. I fuggitivi sono i primi a scalare la Cima Coppi di questo Giro d'Italia 2018, ovvero il Colle delle Finestre con la sua vetta a 2178m. All'inizio dei 18,5km di salita si avvantaggia Sanchez, però la Sky tira il gruppo e dopo un po' la maglia rosa Yates si stacca per una crisi. Il gruppo guidato dalla Sky riacciuffa Sanchez, la squadra aumenta l'andatura tanto da frantumare il gruppo. Nel tratto in sterrato Froome se ne va lasciandosi dietro tutti. La Cima Coppi è stata conquistata da Christopher Froome, che continua nella sua corsa e al suo inseguimento ci sono Dumoulin, Pinot, Lopez, Carapaz e Reichenbach. Sempre da solo Froome scollina il GPM di Sestriere e si appresta a scalare in solitaria lo Jafferau. Quelli dietro salgono con Pinot, Carapaz e Lopez che scattano. Dumoulin va su con il suo passo e riprende i due sudamericani, invece il francese fa un buon ritmo davanti ai tre. Quando ritornano in quattro, partono Carapaz e Lopez, a cui si accoda Pinot, ma Dumoulin con la sua progressione riunisce il gruppetto. Proseguono con scatti e contro scatti. Dopo 82km di fuga solitaria Christopher Froome lancia il pugno al cielo, con questa azione d'altri tempi conquista anche la maglia rosa, a 3minuti c'è Carapaz e dopo qualche secondo Pinot.
20a tappa: 26/05 Susa-Cervinia di 214km. Dopo tanti tentativi evadono Frapporti, Ballerini, Viviani, Martin, Bouwman, Gesink, Kreuziger, Brambilla, Marcato, Woods, Barbin, Nieve, Mosca, Belletti, Mohoric, Ciccone, Schillinger, Lindeman, Laengen, Lammertink, Grossschartner, Neilands, Conti, Visconti, Montaguti, Ladagnous e Gavazzi. Sul Col Tsecore rimangono Ciccone, Bouwman, Gesink, Nieve, Grossschartner, Conti, Woods, Brambilla e Mohoric, che va giù come un pazzo in discesa, nella quale Visconti si accoda agli otto. Nella salita Saint Pantaléon ritornano in nove, poi Nieve accelera l'andatura e scollina da sola. Grossschartner scende per accodarsi allo spagnolo e Ciccone, Gesink e Brambilla provano a raggiungere i due battistrada. Nieve scala i 2001m per Cervinia in testa, mentre Gesink in rimonta supera Grossschartner. Per la lotta alla maglia rosa Dumoulin fa diversi tentativi per staccare Froome, ma senza riuscirci e i due vanno su accompagnati da Lopez, Carapaz, Pozzovivo, Formolo, Oomen e Poels. In solitaria il giorno del suo compleanno Mikel Nieve taglia il traguardo di Cervinia, a 2minutie17secondi Gesink e dopo 25secondi Grossschartner.
21a tappa: 27/05 Roma-Roma di 115km. Il Giro d'Italia 2018 si è concluso nella città eterna in un circuito di 11,5km da ripetere 10volte nel cuore di Roma, potendo così ammirare le sue meraviglie. I corridori hanno festeggiato, in particolare la maglia rosa Christopher Froome, che ha anche conquistato la maglia azzurra, ad accompagnarlo sul podio ci sono stati Tom Dumoulin e Miguel Angel Lopez, che ha vinto la maglia bianca di miglior giovane. L'ultima maglia, che aveva a disposizione dei punti, è stata quella ciclamino però è rimasta saldamente sulle spalle di Elia Viviani. Ai -77 Lutsenko e Schmidt accelerano, poi li raggiungono Juul Jensen, Marcato, Denz, Zhupa, Ventoso, Schillinger, King, Kuznetsov, Didier, Fonzi, Lindeman, Neilands, Ballerini, Boaro, Van Hoecke, Senechal e Frapporti, che ha completato questo Giro con 640km di fuga. Nel gruppetto non c'è molto accordo, infatti in tanti provano a staccare glia altri, il primo è Neilands ma Juul Jensen e Kuznetsov sono i più fortunati. La Quick step Floors è sempre in testa a fare una forte andatura, che non lascia scampo ai fuggitivi tranne che al danese e al russo. Provano ad evadere anche Bak e Mori, però non fanno molta strada. I due temerari battistrada vengono ripresi ai -12,7. Mullen, Senechal, Martin e Van Poppel approfittano del fatto che in testa al gruppo non ci sia una squadra a tirare e si aggrega anche Cattaneo. Questa tappa, però, si conclude con una volata. Con il Colosseo sullo sfondo vince sui sampietrini Sam Bennett, dietro Viviani e Drucker.

martedì 22 maggio 2018

Ciao a tutti!
qualche mese fa avevo una mezza idea di partecipare ad un concorso letterario, che aveva come tema il rosa, inteso come colore o fiore. Purtroppo, citando i latini, "tempus fugit mors appropinquat", così la scadenza si è avvicinata ed è pure passata...comunque una mattina mi è venuto un momento d'ispirazione e ho buttato giù una poesia sulla rosa. Ho utilizzato un acrostico, perché il giorno prima avevo visto una puntata della fiction della Bbc "Padre Brown", in cui la soluzione del caso era nascosta in un acrostico. Di conseguenza la poesia è molto corta, dato che la parola "rosa" è costituita da sole quattro parole. Ho pensato di proporvela oggi, perché in questa giornata si sono benedette le rose per Santa Rita da Cascia e mi sembrava il momento giusto per farvela leggere. Allora vi saluto con la poesia nella speranza che vi piaccia...

"Risplendi, Regina dei fiori,
 Ogniqualvolta che sbocci.
 Sentire nell'aria il tuo inebriante profumo e
 Accarezzare con la punta delle dita i tuoi vellutati e corposi petali"
di Laura Inzerillo
 


lunedì 21 maggio 2018


La seconda settimana del Giro d'Italia ha visto protagoniste, come regioni, l'Abruzzo, le Marche con la città Osimo, l'Umbria con Assisi, l'Emilia Romagna con le città Imola e Ferrara, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia scalando lo Zoncolan e approdando a Sappada. Per celebrare i cento anni dalla conclusione della Grande Guerra i corridori hanno viaggiato attraverso le città e i paesi lungo i fiumi Piave e Tagliamento, che sono i luoghi dove gli italiani e gli austroungarici hanno lottato dal 1915 al 1918.
10a tappa: 15/05 Penne-Gualdo Tadino di 244km. Nella tappa più lunga della 101esima edizione del Giro d'Italia dodici uomini si preparano ad andare in fuga ma nella prima salita per Rigopiano, attraversata per ricordare le 29vittime rimaste intrappolate nell'albergo completamente distrutto da una valanga, ha perso contatto Chaves per problemi fisici. La Sky, Lotto NL Jumbo e la Groupama FDJ si sono messi a fare una forte andatura per non far rientrare il colombiano e farlo uscire dalla classifica, così la fuga non si realizza. Nel traguardo volante di Sarnano, che regalava dei secondi di abbuono, Pinot cerca di avvantaggiarsi però Yates è molto attento e si aggiudica i 3secondi; da lì Frapporti riesce a fuggire dal gruppo e ai -40 scatta Villella imitato da Mohoric. Ai -31,2 si forma un terzetto ma essendo stanco Frapporti si sfila. Dopo il GPM di Annifo scendono più veloci in discesa Denz, Henao e De Marchi. Nella parte tecnica della discesa Mohoric scivola via e Villella gli sta a tiro, mentre Denz abbandona la coppia, con cui era scappato. Ai -19,2 Mohoric, Villella e Denz si uniscono, all'inseguimento ci sono Henao e De Marchi. Mohoric insiste e l'unico a riprenderlo è Denz. Prima Ballerini e poi Vendrame escono dal gruppo, che riacciuffa tutti tranne la coppia di testa, la quale fa la volata e dopo due fughe il vincitore è Matej Mohoric su Denz. La volata del gruppo è stata conclusa da Bennett.
11a tappa: 16/05 Assisi-Osimo di 156km. Inizio velocissimo perché tutti vogliono andare in fuga, i fortunati sono Sanchez, De Marchi, Masnada, Maestri e Turrin. Hanno corso sulle strade ricche di sali e scendi attraverso i borghi medievali dell'Umbria e delle Marche e hanno affrontato anche il muro di Filottrano per ricordare Michele Scarponi, che in questa città ci viveva. Nel traguardo volante passa per primo Louis Leon Sanchez, con lui Masnada e De Marchi cercano di anticipare il gruppo. I corridori hanno affrontato salite con pendenze importanti e ai -4,9 i tre fuggitivi vengono riassorbiti. Appena iniziano un pezzo di pavé scattano Stybar e Wellens, solo che il gruppo è a tutta. Ai 1500m Wellens rimane da solo, ma Yates è scatenato e lo scavalca. Dietro Dumoulin e gli altri lo inseguono. Nel centro storico di Osimo sul pavé fa doppietta la maglia rosa Simon Yates, a 2secondi Dumoulin e a 5 Formolo.
12a tappa: 17/05 Osimo-Imola di 214km. Frapporti, Senni, Maestri, Mosca e Zhupa sono stati i fuggitivi di giornata partendo al secondo chilometro dalla sbandieramento e insieme costeggiano il Mar Adriatico. Nelle pianure di Faenza, a causa della pioggia torrenziale e del vento laterale, il gruppo si spezza in più pezzi e Mosca e Maestri non vogliono rinunciare a stare davanti, però li riprendono ai -21,3. Wellens è il primo a passare sotto l'arco del traguardo posto nell'autodromo Dino ed Enzo Ferrari. Ai -10,4 c'è gruppo compatto ma in salita avanzano Henao, Goncalves, Dennis e Carapaz e la maglia rosa ricuce. Ai -8,2 Ulissi prova ad anticipare, gli si accoda Bentacur e anche Mohoric. Nel ritorno al circuito si ricompattano per poco, perché Sam Bennett parte come un fulmine ai 300m anticipando lo sprint di Van Poppel e Bonifazio.
13a tappa: 18/05 Ferrara-Nervesa della Battaglia di 180km. Dopo un po' di bagarde evadono Vendrame, Tonelli, Irizar, Marcato e Zhupa, che per il secondo giorno consecutivo è andato in fuga. Hanno attraversato le città e i paesi della pianura Padana per poi giungere nelle zone del fiume Piave, dove si è conclusa cento anni fa la Grande Guerra. I fuggitivi superano in testa il primo passaggio sulla linea del traguardo di Nervesa della Battaglia. Sulla salita di Montello escono dal gruppo Martin, Capecchi, Ballerini e Neilands, però le squadre dei velocisti sono implacabili riprendono i controattaccanti e ai -6,3 i battistrada. Parte in contropiede ai 1200m Coledan, ma la volata si realizza con vincitore, per la terza volta, Elia Viviani, secondo Bennett e terzo Van Poppel.
14a tappa: 19/05 San Vito al Tagliamento-Monte Zoncolan di 186km. Di forza nei primi tratti del Monte di Rogogna sono partiti Mosca, Gavazzi, Conti, Barbin, Didier, Pedersen e Montaguti. Durante l'ascesa al GPM di Avaglio si sgancia dagli altri Pedersen rientrando nella successiva discesa, però su Passo Duron il danese perde definitivamente le ruote dei compagni di fuga e anche Mosca è in difficoltà. In gruppo, intanto, l'Astana ha accelerato l'andatura ed entrambe i gruppi serpeggiano la tecnica discesa. Poi salgono la Sella Valcalda-Ravascletto e Barbin allunga con Didier, Conti e Montaguti, alla fine scollinano in testa Conti e Barbin e giù in discesa contengono il distacco. Per primi accedono ai 10km finali dello Zoncolan, appena il gruppo affronta la salita scatta Anton e poi Carthy. Conti con una progressione rimane da solo per poco, perché Anton lo raggiunge. La Sky fa l'andatura e ai -6,5 Woods sale in solitaria, sempre a qualche metro dal gruppo. Ai -5,7 sono tutti insieme, ma le dure rampe con pendenze massime del 22% selezionano i corridori. Ai -4,2 c'è una prima "frullata" di Froome e alla seconda è da solo, al seguito ci sono Yates, Pozzovivo, Lopez e a qualche metro Dumoulin e Pinot. Ai -3 scatta Yates e dietro c'è Lopez. Dopo le tre gallerie del Kaiser Zoncolan i due britannici sono a pochi metri di distanza, ma Christopher Froome riesce a stare davanti di 6secondi alla maglia rosa Yates e a 23secondi Pozzovivo.
15a tappa: 20/05 Tolmezzo-Sappada di 176km. Dopo diversi tentativi Neilands, Jauregui, Denz e Quintana se ne vanno sulle ultime rampe del Passo delle Maurie, a cui si aggiungono dopo la discesa Modolo, Lutsenko, De Marchi, Bonifazio e Brambilla e in ultima battuta Ballerini. Il gruppo lascia andare anche Nibali, Visconti, Ciccone, Ulissi, Cherel, Masnada, Barbin, Ladagnous, Sbaragli, Van der Sande, Bewley, Stybar, Lammertink e Mori. Gli uomini di classifica non permettono di far decollare il loro vantaggio, tenendoli sotto i 2minuti. Nel Passo Tre Croci in testa proseguono Ciccone, Ulissi, Denz, Cherel, Masnada, De Marchi, Quintana e Visconti, dal gruppo c'è il forcing solitario di Woods. Nella discesa si avvantaggiano Denz e Cherel, che aspettano prima Quintana e poi Ciccone e Visconti. La Sunweb accelera sul Passo di Sant'Antonio, mentre in cima scollinano Ciccone e Denz, che come un fulmine va giù in discesa. Yates parte sulla salita Bosco dei Giavi e si aggrega Lopez, con cui riprende i fuggitivi. Pozzivo, Dumoulin, Carapaz e Pinot riescono ad agganciarsi formando un sestetto. Ai -17,3 Yates scatta di nuovo con decisione e nessuno gli va dietro. Pinot e Dumoulin fanno il ritmo per inseguirlo. Dopo qualche chilometro Carapaz parte e con lui Pozzovivo, Pinot e Lopez, ma Dumoulin li riagguanta per la volata per il secondo posto. In solitaria la maglia rosa Simon Yates arriva fino a Sappada conquistando la sua terza vittoria a questo Giro d'Italia, alle sue spalle con 41secondi di distacco sprint di Lopez e Dumoulin.