Buona festa della donna a tutte!
quest'anno ricorre, da noi in Italia, l'80esimo anniversario della prima volta delle donne al voto, in particolare sono andare alle urne il 2 giugno 1946 per decidere assieme agli uomini se lo stato italiano dovesse essere una repubblica o una monarchia. Mentre in Lombardia e nel Granducato di Toscana le donne, principalmente benestanti, potevano esprimere una loro preferenza elettorale, anche se non potevano essere elette, con l'Unità d'Italia vennero addirittura escluse dalla vita politica. Nel 1861 le donne lombarde portarono alla Camera una petizione, nella quale richiedevano il diritto di voto, che avevano prima dell'Unità, estendendolo a tutte le cittadine italiane. Proseguirono i tentativi per permettere alle donne di andare alle urne, ma tutte vennero naufragate perché consideravano questa partecipazione incompatibile con la natura della donna. Alla fine dell'Ottocento venne approvata la legge n.6972 del 17 luglio 1890, che dava la possibilità di votare e di essere votate nei consigli di amministrazione delle istituzioni di beneficienza, ma solo con il decreto legislativo luogotenenziale n.74 del 10 marzo 1946 consentirono alle donne il diritto di voto e di essere elette in qualsiasi ambito anche quello politico. In questa giornata ho voluto ricordare questa grande conquista, perché negli ultimi anni molte donne, ma anche tantissimi uomini, non vanno più a esercitare il diritto di voto, anche se è un elemento fondamentale per poter far esistere la democrazia. Di conseguenza, tutte dobbiamo continuare a usufruire del diritto di voto(a proposito ricordatevi che il 22 e 23 marzo c'è il referendum sulla giustizia da andare a votare), anche perché abbiamo ancora tantissime battaglie per la parità del nostro genere con quello maschile. Ora smetto di scrivere lasciandovi con una frase di Teresa Mattei, partigiana e madre della Costituente: "Le donne non devono solo votare, ma devono essere rappresentate".






