domenica 27 giugno 2021

 Ciao a tutti!

l'estate è cominciata con il caldo e con la voglia di andare in vacanza. Quest'anno sarà molto difficile che possa partire da qualche parte, a causa di problemi famigliari. Potrò, comunque, desiderare di rilassarmi, magari immaginando un soggiorno in un posto termale. Anche i protagonisti dei miei libri dovrebbero trascorrere un periodo alle terme per staccare dagli stress che sono costretti a vivere. Alessandra di "A passo di tango" ne avrebbe bisogno per superare lo shock per aver perso il lavoro e per il continuo confronto, sempre in perdita, con la sorella maggiore. Lucilla di "Un magico matrimonio" per il fatto di dover cercare a tutti i costi l'organizzazione di un matrimonio per salvare l'azienda per cui lavora. In "Per colpa di mamma" Andrea correrebbe alle terme per migliorare la salute del suo fisico statuario, mentre Giulia lo farebbe in compagnia della sua migliore amica Azzurra per staccare dalla sua petulante capo, che non la fa quietare nemmeno al sabato. Tea di "E alla fine..." ci andrebbe dopo il repentino e inatteso successo della sua trilogia e magari tra un massaggio e un bagno troverebbe l'ispirazione per una nuova storia. A Ilaria di "Una lettera solo per te" servirebbe per dimenticare la sua fallimentare situazione amorosa, che le ha fatto perdere l'entusiasmo per il romanticismo. Elisabetta di "30 anni belli e... incasinati" ne avrebbe bisogno per calmare la frenesia che l'ha colta da quando ha compiuto trent'anni ed è ancora in alto mare per realizzare il suo progetto. Boris di "Quella sera a Torino" andrebbe alle terme per lo stress che gli ha messo la sua casa discografica, ovvero pubblicare un nuovo album entro la fine dell'anno, e non ha un briciolo di ispirazione per accontentarli. Alla fine chi non avrebbe bisogno di un ristoro termale di questi tempi?! Mettendo da parte questi discorsi, vorrei proporvi, come lettura per l'estate, di valutare l'acquisto di uno o tutti i miei libri. Se foste in dubbio, vi suggerisco di cliccare sui titoli per accedere a link dove potrete leggere un'anteprime dei libri. Insomma non mi resta che augurarvi una rilassante vacanza e, se vorrete, una buona lettura ;)



giovedì 24 giugno 2021

Ciao a tutti!

il santo del 24 giugno è San Giovanni Battista, il patrono delle città di Torino, Firenze e soprattutto della mia città, ovvero Genova. Per festeggiare questa giornata io e mia sorella Carlotta siamo andate in Via XX Settembre ad assistere all'arrivo della gara ciclistica Giro dell'Appennino. Ci siamo abbrustolite per bene, visto che il posto migliore per vedere il passaggio dei ciclisti era proprio sotto il sole, ma è stato un bel momento per stemperare un po' la situazione che stiamo vivendo a casa. Ora passiamo a un po' di cronaca di gara...

La fuga di giornata ha visto protagonisti, dopo molta bagarre, sette corridori, che sono stati Totò, Salvietti, Radice, Guernalec, Guasco, Di Renzo e Sevilla, il quale si è aggiudicato il premio per aver vinto più GPM durante la gara. Sotto il forcing della Israel Start-Up Nation vengono riacciuffati e come gruppo compatto sono giunti ai piedi della salita alla Madonna della Guardia. Lungo le dure rampe rimangono in otto, ossia Moscon, Hermans, Ayuso, Conti, Polanc, Ulissi, Carboni e Chercasov. Nel tratto con pendenza al 21% i più forti sono Moscon, Ayuso e Hermans, che a un chilometro dal GPM se ne va riuscendo a scollinare con un vantaggio di 24sec da Moscon e Ayuso e 38sec dal terzetto Conti, Polanc e Ulissi. Dopo la discesa hanno continuato verso Genova e dopo il traguardo volante Ponte San Giorgio i distacchi di Hermans sugli altri si sono dilatati e Moscon e Ayuso vengono ripresi da un gruppetto di sedici corridori ai -1. In Via XX Settembre arriva il solitario e felice Ben Hermans, che ha festeggiato alzando al cielo la sua bicicletta(troverete una bellissima fotografia realizzata da mia sorella qui sotto)

Hanno completato il podio di questa 82esima edizione del Giro dell'Appennino con un ritardo di 30sec: Valerio Conti ed Enrico Battaglin. E' stato un pomeriggio bellissimo, perché dopo tanta attesa è sempre bello vedere arrivare i ciclisti, che festeggiano o si rammaricano per il risultato ottenuto. Va bé, ora smetto di fare la romantica e vi saluto lasciandovi con l'immagine del podio del Giro dell'Appennino 2021 ;)



lunedì 21 giugno 2021


 Oggi vi parlerò del libro "Amori, bugie e carte d'imbarco" di Chris Dyer. Nel blog ho pensato di festeggiare il solstizio d'estate recensendo una storia di viaggi, che fanno pensare a questa stagione.

Vi scrivo una breve trama: Katherine Alison Bogart è una corrispondente di viaggio per la rubrica "Vorrei che fossi qui". E' una donna irrequieta che alla prima occasione prepara la sua valigia con due vestiti e raggiunge i posti più disparati del mondo per scrivere un articolo e invogliare i lettori della rivista a compiere i suoi stessi viaggi. Kate, però, è sempre in contatto con i suoi cari, ovvero la mamma Rosa, la sua migliore amica Violet, che si prende cura dell'unico maschio a cui è fedele, ossia il suo gatto Truman Capot. Poi ci sono il suo capo Ted Concannon, che gira la sua email al suo caro amico ed ex corrispondente di guerra Miles Maxwell, con cui Kate intraprende una fitta corrispondenza, e infine il suo ex marito Jack MacTavish, a cui non riesce a resistere nonostante siano passati due anni dal divorzio. Tra un viaggio e l'altro nelle città statunitensi ed europee Kate si ritroverà ad intrecciare una tresca amorosa sia con Jack che con Miles, ma alla fine i due uomini scoprono l'inganno e Kate dovrà decidere quale dei due è adatto a lei.

La storia è scritta sotto forma di infinite email ed è interessante questo formato, che si adatta perfettamente al modo di essere e al lavoro della protagonista. Kate vivrà le più svariate ed esilaranti avventure, le quali vi faranno ridere a crepapelle, in quanto il libro è frizzante e irriverente. Insomma è una lettura che ci vuole quando si è giù di morale e nelle giornate d'estate.

lunedì 14 giugno 2021


Quando si è un po' giù di morale, ci vuole qualcosa che ci tiri su. Ieri per puro caso sono capitata nel film "30 caffè per innamorarsi"(il suo titolo originale è "Brimming with love") e mi sono sentita un po' meglio.

Vi scrivo una breve trama: Allie Morgan(Kelsey Asbille) è un'aspirante giornalista e, dopo un po' di gavetta, il suo capo le dà come incarico la rubrica "The summer series", in cui pubblicare articoli con un lieto fine. Girovagando per le strade di San Francisco in cerca di uno scoop, Allie si imbatte in Sam Jenson(Jonathan Keltz), il proprietario della caffetteria "Brimming with love", che per sbaglio la scambia per un suo dipendente. Per sdebitarsi dell'equivoco Sam le offre un caffè, così Allie scopre che quel locale ha contribuito a formare molte coppie solide. In pratica il cliente va da Sam a chiedergli di aiutarlo a cercare l'anima gemella e lui gli dona un cartoncino, su cui porre un timbro per ogni caffè bevuto. Al trentesimo e ultimo caffè Sam è in grado di trovare l'anima gemella a chiunque. Allie è scettica sulla storia ascoltata ma, appena il suo capo ne viene a conoscenza, viene obbligata a scrivere più articoli sulle vicende della caffetteria. Tra una storia d'amore e un caffè Allie e Sam si avvicinano l'una all'altro, ma anche loro riusciranno ad innamorarsi al trentesimo caffè?

E' un film gradevole, come se beveste un caffè nero zuccherato con la panna sopra e una spruzzata di cacao per non rendere troppo stucchevole la storia. L'unica pecca, che ho trovato a questo semplice film, è stata l'attrice protagonista, che mancava di espressività, anche perché non si può rimanere con un'impassibile serietà quando si incontra l'amore. Vi consiglio di vederlo, soprattutto se avete la stessa filosofia di Sam, che dice: "Non bisogna inseguire a tutti i costi l'amore, perché da qualche parte c'è l'anima gemella che sta aspettando" ;) 

lunedì 7 giugno 2021


Oggi vi parlerò del libro "Morte sotto spirito" di Brigitte Glaser. La trama era intrigante così, quando dovevamo scegliere quali libri comperare della collana "Passione noir", la scelta è ricaduta anche su questo libro.

Vi scrivo una breve trama: Katharina Schwitzer è un'eccellente chef e, dopo due settimane dalla morte del suo capo e compagno a Colonia, viene richiamata urgentemente a gestire la locanda dei genitori "Il Tiglio", dato che la madre si è fratturata una gamba. Alla fine del turno in cucina Katharina viene avvicinata da Konrad Hils, il portavoce dei contestatori della pista chiusa da sci, che vogliono costruire all'interno di un'area protetta della Foresta nera. L'uomo è il marito della sua migliore amica Teresa, che entusiasta la invita a farle visita. In un suo giorno libero Katharina si mette alla guida della sua vecchia Punto e raggiunge la sperduta casa dell'amica, che è immersa nella valle del Legelsau. Quando arresta l'auto, trova Teresa in agitazione, in quanto alcuni ladri hanno messo a soqquadro la casa. Katharina le dà sostegno fino a quando non torna Konrad in compagnia del suo fidato alunno Vladimir. Lui corre immediatamente alla sua scrivania, che è quella a cui hanno messo più mano i ladri, ma sembra non gli abbiano portato via nulla. Alla polizia Konrad minimizza l'accaduto, facendo infuriare Teresa che viene calmata dalla praticità e dalla cucina di Katharina. I giorni si susseguono tranquilli nelle terre della Foresta nera, in cui approda per un corso di ostetricia anche Adela, l'amica di Colonia di Katharina. Un pomeriggio Teresa chiama Katharina dicendole di essere preoccupata perché il marito non si era ancora fatto vedere nel negozio di fiori, quando le aveva promesso di aiutarla. Katharina e Adela raggiungono l'ultimo luogo, in cui Teresa sapeva lui fosse, ovvero una cava di pietre. Sul piazzale trovano l'auto dell'uomo e Katharina vede in fondo a un fossato Konrad. Corre a soccorrerlo, ma può solo constatare la sua morte e subito dopo si deve salvare da una pioggia di pietre, lanciate per occultare il cadavere. Appena si riprende, Katharina si mette ad indagare assieme ad Adela, l'anziano poliziotto Eberle e il giornalista e amico FK Feger. Che cosa ha scoperto Konrad sulla pista chiusa da sci, tanto da portarlo alla morte?

Di questo libro ho apprezzato moltissimo le descrizioni favolose della Foresta nera, che correrei a vederla di persona. Questa scrittrice è bravissima a delineare i profili dei personaggi e, quando Katharina si trova nei guai, è scritto così bene da avere l'impressione di essere in sua compagnia a origliare conversazioni o a scappare da loschi personaggi. Mi è piaciuto molto, per questo vi consiglio di leggerlo se amate i gialli.
 

lunedì 31 maggio 2021


 Il Trentino Alto Adige è stato lo scenario per aprire lo svolgimento delle ultime cinque tappe della 104esima edizione del Giro d'Italia. Di fatti le regioni del Trentino Alto Adige, del Veneto, dell'Emilia Romagna, della Lombardia, del Piemonte e del Grigione in Svizzera, concludendo con la cronometro finale a Milano, sono state le protagoniste e hanno permesso di decretare che il vincitore del Giro d'Italia 2021 nonché maglia rosa fosse il colombiano Egan Bernal. Le cose, che mi sono piaciute di più di questo Giro d'Italia, sono state tutte le vittorie dei fuggitivi, che fortunatamente sono state molte. In particolare sono state interessanti quella del tenace Taco Van Der Hoorn, che ha resistito alla rimonta del gruppo, quella suggestiva di Lorenzo Fortunato, che è apparso con la sua maglietta azzurra in mezzo alla nebbia del Monte Zoncolan, e quella del generoso Victor Campenaerts, che ci ha tenuto a ricordare gli obiettivi benefici della sua squadra Qhubeka Assos. Poi è stato emozionante il gesto fatto sull'Alpe Motta da Damiano Caruso, quando ha dato una pacca sulla spalla del suo compagno di squadra Bilbao per ringraziarlo del lungo lavoro, che aveva svolto e ha contribuito a permettergli di conquistare la vittoria di tappa e il consolidamento del secondo posto in classifica.

17a tappa: 26/05 Canazei-Sega di Ala di 193km. Partenza in discesa per la Val di Fassa e di Fiemme, quindi è stato un avvio veloce con molti corridori che hanno cercato la fuga. Ci riescono solo Bouchard, Serry, Pasqualon, Conti, Hermans, Jorgenson, Covi, Sanchez, Martin, Moscon, Ravanelli, Carboni, Grossschartner, Mosca, Knox, Badilatti, Hirt, Pedrero e De Bondt, che si è preso il GPM di Sveseri. I diciannove sfilano a Treno e De Bondt si aggiudica anche il relativo traguardo volante. Dopodiché c'è stato il traguardo volante di Mori, che ha vinto di nuovo De Bondt, e poi i fuggitivi si sono avviati per scalare il Passo San Valentino. Lungo le rampe di questa salita poco alla volta si riduce il gruppo davanti e Bouchard conquista il GPM con dietro Martin, Moscon e Pedrero; poi c'è stata un lunga discesa che ha visto una caduta di alcuni uomini di classifica. Infine saranno Bouchard, Martin, Moscon, Pedrero, Carboni e Ravanelli a salire più forte Sega di Ala. L'aspra ascesa sparpaglia i battistrada, mentre il gruppo fa un importante ritmo. Moscon riprende Bouchard e insieme inseguono Pedrero e Martin. Il gruppo maglia rosa si sfoltisce sempre di più; ai -4 Almeida scatta e poco dopo fanno lo stesso Yates, Bernal e Martinez. Questi tre riacciuffano il portoghese e Yates insiste, ma gli altri non lo mollano. La maglia rosa cede qualche metro e ne approfittano l'inglese e il portoghese, che riassorbono Pedrero. Yates è scatenato e punta a Martin assieme ad Almeida. Superato l'ultimo chilometro il portoghese pedala più forte, ma a 1246m vince Daniel Martin, a 13sec Almeida e a 30sec Yates.

18a tappa: 27/05 Rovereto-Stradella di 231km. Nella tappa più lunga del Giro d'Italia 2021, dopo circa 30km, evadono 23 corridori, che sono stati Vendrame, Richeze, Gavazzi, Consonni, Izagirre, Bettiol, Denz, Mosca, Roche, Zana, Cavagna, Rivi, Ulissi, Cataldo, Pellaud, Ponomar, Arndt, Battistella, Tesfazion, Oldani, Kreder, Vermeersch e Bevin. Questi uomini hanno collaborato per più di 100km, poi nella prima salita di giornata ai -33,1 scattano Battistella e Zana, su cui si porta Denz, ma rientrano anche gli altri fuggitivi. Ai -31,5 va in contropiede Bevin e lo accompagnano Oldani, Bettiol, Roche, Mosca, Cataldo, Cavagna, che scappa ai -26 visto che erano rientrati tutti i compagni di fuga. Il francese conquista il GPM di Castana e lo inseguono Mosca, Denz, Cataldo, Tesfazion, Ulissi, Bettiol, Battistella, Vendrame, Zana, Bevin, Oldani e Consonni. Nella successiva salita Bettiol fa il ritmo per riacciuffare il francese, intanto all'italiano si avvicina e accoda Roche. Ai -8 Bettiol insiste riprendendo ai -6,8 Cavagna, che si pianta dopo 200m di salita tanto da essere superato anche da Roche e dagli altri controattaccanti. L'irlandese è tallonato da dietro, intanto a Stradella arriva da solo Alberto Bettiol, negli ultimi metri dal traguardo Consonni fa un lungo sprint per il secondo posto e Roche contiene il ritorno degli altri fuggitivi.

19a tappa: 28/05 Abbiategrasso-Alpe di Mera(Scopello-Vercelli) di 166km. Il percorso iniziale sarebbe stato di 186km ma, per rispetto delle vittime della funivia Stresa-Mottarone, gli organizzatori hanno tolto la salita dove è successo il dramma. Appena dato il via i corridori fanno bagarde e solo sei(Pasqualon, Hermans, Aleotti, Warbasse, Venchiarutti e Christian) riescono a evadere dal gruppo, che non li hanno lasciati andare lontano. I battistrada scalano insieme il primo GPM di Gignese, mentre al Passo della Colma Venchiarutti fa fatica. In cinque affrontano davanti la discesa tortuosa, poi questi uomini si avvicinano e iniziano l'Alpe di Mera. Il gruppo fa un'andatura veloce e ai -8,5 Christian scatta, però non ha scampo, infatti ai -7,5 lo riprendono. Ai -6,8 Almeida allunga, poi ai -6,4 Yates con Bennett, Caruso e Vlasov si accodano al portoghese. La squadra della maglia rosa cerca di tenerli sotto controllo. Ai -5,5 Yates approfitta di un tornante per abbandonare i quattro. Almeida, Vlasov e Caruso inseguono l'inglese e cerca di fare lo stesso Carthy. Quando la maglia rosa riacciuffa il gruppetto, Vlasov parte per poco. Il gruppetto maglia rosa si mette all'inseguimento di Yates; dopodiché Bernal e Almeida vanno più forte. Il portoghese ai -600m lascia la maglia rosa, così sulle dure rampe dell'Alpe di Mera giunge agile Simon Philip Yates, a 11sec Almeida e poi la maglia rosa Bernal.

20a tappa: 29/05 Verbania-Alpe Motta(Madesimo-Sondrio) di 164km. Ultima corsa in linea del Giro d'Italia n.104 con partenza in Piemonte. Una volta che i ciclisti sono giunti in Svizzera si è formata la fuga con De Bondt, Vervaeke, Albanese, Denz, Pellaud, Visconti, Grossschartner, Van Der Hoorn e Jorgenson. Questi nove iniziano il Passo San Bernardino, ma ai -79,9 Vervaeke allunga e lo seguono Grossschartner e Pellaud, che si sfila per un problema meccanico. Prosegue la lunga ascesa e ai -75,1 si agganciano Visconti e Albanese. A 10,1km dal GPM rientra sui quattro Pellaud e superato l'arco posto a 2065m, vinto da Albanese, in cinque si mettono in testa alla discesa composta da settantadue tornanti. Dal gruppo evadono alcuni corridori, per cui ai -48,6 Hamilton, Storer e Bardet si uniscono ai battistrada di giornata e, dopo qualche centinaio di metri, fanno lo stesso Bilbao e Caruso. Appena c'è la salita Passo dello Spluga rimangono Grossschartner, Vervaeke, Storer, Bardet, Caruso, Bilbao. Ai -34,1 si stacca Vervaeke e il gruppo insegue i cinque evasi, da cui perde contatto ai -30,6 Grossschartner. Scollinano in quattro con un distacco di 40sec dal gruppo, da cui scappa in discesa Vlasov con dietro la maglia rosa, Yates, Castroviejo, Almeida, Foss, Carthy, Grossschartner. Questi otto attendono i corridori alle loro spalle, intanto Storer, Bilbao, Caruso e Bardet si apprestano ad affrontare i 7,3km dell'Alpe Motta. Il gruppo maglia rosa si avvicina e ai -6,5 fanno coppia Caruso e Bardet. Al traguardo volante di Madesimo passano Caruso, Bardet e poi Bernal, Martinez, Yates e Almeida. Ai -2 Bardet salta con Caruso che prova a salire da solo. Sulle dure rampe ai -1,1 la maglia rosa rimane con il compagno di squadra Martinez che riprende Bardet. Bernal va forte, però ai 1727m di Alpe Motta il vincitore è Damiano Caruso, secondo la maglia rosa Bernal e terzo Martinez.

21a tappa: 30/05 Senago-Milano di 30,3km. La cronometro finale si è districata sulle strade pianeggiante del milanese, terminando davanti al Duomo di Milano. Il campione del mondo a cronometro Filippo Ganna ha concluso il percorso in 33min e 48sec, a 12sec Cavagna e a 13sec Affini. Dopodiché sono partiti i festeggiamenti per la maglia rosa della 104esima edizione del Giro d'Italia, ossia il colombiano Egan Bernal, che si è portato a casa anche la maglia bianca. A fargli compagnia sul podio ci sono stati l'italiano Damiano Caruso e l'inglese Simon Philip Yates. Le altre due maglie del Giro d'Italia sono state vinte: quella azzurra dal francese Geoffrey Bouchard e quella ciclamino dallo slovacco e tre volte campione del mondo su strada Peter Sagan; mentre la miglior squadra è stata la Ineos Grenadier.

martedì 25 maggio 2021

Perugia ha accolto la carovana del Giro d'Italia 2021 per consentire la partenza della seconda settimana di corsa. Il gruppo, così, ha lasciato l'Umbria procedendo in Toscana, Emilia Romagna, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia con la scalata del monte Zoncolan. La 15a tappa ha previsto uno sconfinamento in Slovenia per tornare sulle strade friulane e poi quelle del Veneto con Cortina d'Ampezzo.

11a tappa: 19/05 Perugia-Montalcino di 162km. Dopo 3 chilometri da Perugia vanno in fuga Kluge, Lindeman, Schmid, Gavazzi, Covi, Battaglin, Guglielmi, Van Der Hoorn, Naesen, De Bondt, Vanhoucke. Ai -69,1 è cominciato il primo sterrato di 9,1km, in cui i più bravi tra i fuggitivi sono stati De Bondt e Van Der Hoorn rimanendo sempre in undici; invece dal gruppo la maglia rosa attacca con Ganna e altri 23 corridori. Poi nel tratto asfaltato il gruppo chiude sulla maglia rosa. Nello sterrato n.2 è stato posto il traguardo volante di Castiglion del Bosco, che ha vinto Gavazzi, intanto si sfilano Van Der Hoorn, Lindeman e Kluge, il quale rientra sugli otto davanti e parte con Schmid. Gli altri fuggitivi li tengono a tiro, comunque, tornando sull'asfalto, si sono riuniti e hanno incontrato il GPM Passo del Lume Spento, che se lo aggiudica Vanhoucke. Dal gruppo in una nube di polvere scappano Bennett e Foss, invece in testa ai -3,3 scatta Kluge e poi se ne va Covi, che viene raggiunto da Guglielmi, ma tornano di nuovo in 9. Prima dello sterrato n.3 il gruppo riassorbe i due uomini della Jumbo Visma e in fuga rimangono Covi, Battaglin, Vanhoucke, Gavazzi, Naesen, Van Der Hoorn, Guglielmi, Schmid e De Bondt. Nell'ultimo tratto di sterrato fanno la differenza De Bondt, Covi e Schmid, ma saranno solo questi due ultimi uomini ad affrontare in testa la salita. Guglielmi prova a prendere i due, solo che è lui a venir acciuffato da De Bondt, Battaglin e Vanhoucke. Schmid scollina il Passo del Lume Spento e assieme a Covi prosegue, mentre la maglia rosa stacca tutti i suoi avversari tranne Buchmann. Nelle strade del centro storico di Montalcino Mauro Schmid brinda con uno sprint in salita, poi Covi e a 26sec un solitario Vanhoucke.

12a tappa: 20/05 Siena-Bagno di Romagna di 212km. Dopo la suggestiva partenza da Piazza del Campo a Siena, Fiorelli parte da solo, anche se viene raggiunto dopo 7km dal gruppo. Tutti vogliono andare in fuga, però riescono ad andarsene attraversando Firenze: Niv, Tesfazion, Bennett, Ulissi, Brambilla, Albanese, Bouchard, De Bondt, Campenaerts, Ravanelli, Vendrame, Honoré, Petilli, Edet, Hamilton e Visconti. Questi 16 corridori si sono spartiti i vari premi, ossia il traguardo volante di Sesto San Giovanni De Bondt, il GPM Monte Morello Bouchard, che conquista anche il Passo della Consuma. Nella successiva discesa se ne approfittano Ravanelli, Vendrame, Hamilton, Honoré, Albanese, Brambilla, Bennett, Ulissi e nella scalata del Passo della Calla rientrano Tesfazion, Visconti, Edet, Bouchard, Petilli, Niv, De Bondt. erminata la discesa successiva Ulissi e Niv si staccano e De Bondt si prende il traguardo volante di Santa Sofia; dopodiché in 13 si apprestano a salire il Passo del Carnaio. Ai -18,7 scatta Brambilla e con ritmo si portano sotto Hamilton, Edet, Bennett, Visconti, Vendrame, il quale ai -17,7 allunga. L'italiano viene ripreso da Hamilton, poi si accodano Bennett e Brambilla. I quattro scollinano, mentre in salita ci provano Ciccone e Nibali lasciando il gruppo, che però chiude presto. Ai -2,8 parte Hamilton e lo riassorbe Vendrame, che insiste, ma saranno in due a lottare per la vittoria. Andrea Vendrame vince a Bagno di Romagna, alle sue spalle Hamilton e distaccato Brambilla.

13a tappa: 21/05 Ravenna-Verona di 198km. Appena hanno dato il via, scappano Rivi e Marengo, su cui sopraggiunge Pellaud. In un tracciato completamente pianeggiante senza nemmeno una collina i tre continuano lo sforzo fino ai -129 quando Pellaud ha persistito tutto da solo. Rivi e Marengo, comunque, sono tornati insieme allo svizzero dopo 17km, ma Rivi scatta per conquistare il traguardo volante di Bagnolo San Vito, tornando in tre subito dopo lo striscione. Anche nel gruppo ci sono dei movimenti dopo il traguardo volante per incrementare il numero dei fuggitivi, che rimangono in tre e fanno penare il gruppo per farsi riprendere, riuscendoci ai -7,3. Affini anticipa la volata, ma nella tappa dedicata a Dante Alighieri trionfa Giacomo Nizzolo, tiene il secondo posto Affini e dopo Sagan.

14 tappa: 22/05 Cittadella-Monte Zoncolan di 205km. La partenza è stata posticipata per attendere un corridore che aveva forato; dopodiché bagarde per la fuga che riescono a centrare Mollema, Mosca, Bennett, Affini, Albanese, Fortunato, Tratnik, Rochas, Ponomar, Oliveira e Covi. Dopo un tratto pianeggiante i fuggitivi hanno iniziato a salire, affrontando i 10,5km della Forcella Monte Rest, che è stato scollinato da Mollema e gli altri dieci. La discesa tortuosa ha visto scorrere i battistrada, mentre il gruppo si è spezzato in diversi pezzi. Nella discesa di Forcella di Priuso il gruppo si ricompatta e davanti hanno abbandonato Sutrio per scalare lo Zoncolan solo sette fuggitivi, perché si sono staccati Albanese, Rochas, Affini e Mosca. Ai -11,2 in progressione Tratnik allunga e Ponomar prova a raggiungerlo, ma è Fortunato a fare la differenza rispetto agli altri e fa compagnia a Tratnik. Dietro i due vengono inseguiti da Mollema, Bennett, Oliveira e Covi, che a sua volta lascia i tre; intanto Fortunato ai -2,3 rimane solo. Dal gruppo scatta Yates con alle ruote la maglia rosa Bernal, che se ne va quando le rampe sono al 27%. Uno stratosferico Lorenzo Fortunato fende la nebbia dello Zoncolan, dopo uno zizagante Tratnik e a 59sec Covi.

15a tappa: 23/05 Grado-Gorizia di 147km. Nella tappa, dove sono partiti dall'isola friulana di Grado e hanno corso anche sulle strade slovene, i protagonisti sono stati Mollema, Campenaets, De Bondt, Hermans, Ven Den Berg, Cataldo, Vanhoucke, Ardnt, Riesebeek, Walschied, Molano, Wisniowski, Oldani, Consonni e Torres, anche se all'inizio della gara hanno dovuto interrompere per un po' la bagarde, a causa di una bruttissima caduta che ha impegnato tutti i mezzi di soccorso. Alla ripresa della corsa i 15 fuggitivi sono evasi dal gruppo e Pasqualon, Tagliani, Gougeard e Jorgenson hanno tentato di partecipare alla fuga senza riuscirci. Sconfinamento in Slovenia per affrontare il primo passaggio sul GPM di Gornje Cerovo, che ha conquistato De Bondt, per rientrare poi in Italia, in modo tale da procedere nel circuito tra le strade friulane e quelle slovene. Nella seconda ascesa è ancora De Bondt a scollinare in testa, dopo ai -31,5 iniziano gli scatti contro scatti. Ai -22,5 attacca Campenaerts con Torres e Riesebeek per scalare un'ultima volta Gornje Cerovo, dove prende i punti Campenaerts con dietro Riesebeek. A inseguirli ci sono Hermans, Torres, Arndt, Consonni, Cataldo, Mollema e Vanhoucke. Ai -9,9 in discesa sotto un furente acquazzone Campenaerts prova da solo, ma Riesebeek non lo molla. Ai -3,7 per la seconda volta scatta l'olandese e il belga rientra provando a sua volta ai -3, mentre dietro rimangono Consonni, Hermans, Mollema, Arndt e Cataldo. All'ultimo chilometro i due davanti smettono di scattare e iniziano a studiarsi per la volata, così sul porfido di Gorizia Victor Campenaert batte Riesebeek e volata a cinque regolata da Arndt.

16a tappa: 24/05 Sacile-Cortina d'Ampezzo di 153km. Il tracciato è stato ridotto di 59km rispetto ai 212 previsti, in cui sono stati eliminati Passo Fedaia e Pordoi, per una questione di sicurezza viste le avverse condizioni climatiche. Dopo pochi chilometri dall'avvio parte Vervaeke, però solo scalando la Crosetta evadono Fortunato, Tratnik, Fabbro, Dina, Hirt, Martin, Bouwman, Vanhoucke, Pedrero, Kangert, Roche, Nibali, Brambilla, Formolo, Almeida, Rubio, Villella, Zana, Izagirre, Grossschartner, Ghebreigzabhier, Visconti, Zoccarato, Vervaeke e Bouchard, che si prende i punti per la maglia azzurra. Nella successiva discesa vanno più veloci in sei, ovvero Nibali, Izagirre, Formolo, Pedrero, Almeida e Ghebreigzabhier, che si stacca quando finisce il suo lavoro. Pedrero è il primo a mettere la bici sui 9,9km di Passo Giau, comunque gli fanno compagnia Formolo e Nibali. Ai -26,1 sulle rampe più dure Formolo prende qualche metro di vantaggio, però Pedrero lo raggiunge e se ne va ai -23,8. La maglia rosa allunga e riacciuffa tutti i fuggitivi con l'inseguimento di Caruso, così la Cima Coppi del 2021, posta a 2233m dal livello del mare, è stata la maglia rosa Egan Bernal. Poi una picchiata di 18km per arrivare a Cortina d'Ampezzo, in cui conduce la maglia rosa e a seguire Caruso, Bardet, Ciccone, Almeida, Carthy. Nella città, che ospiterà le Olimpiadi invernali del 2026, giunge tutta sola la maglia rosa Egan Bernal e a 27sec la coppia formata da Bardet e Caruso.