Catanzaro ha aperto ufficialmente il Giro in Italia, quindi hanno corso in Calabria, passando per Marcellinara dove sono stati ritrovati reperti del Neolitico; in Basilicata, transitando sulla Diga del Pertusillo, dove è situato Spinoso, il paese natale di mia mamma; in Campania con i bellissimi anfiteatri di Paestum; nel Lazio; in Abruzzo con il temibile Blockhaus; in Emilia Romagna, partendo dalle saline di Cervia e concludendo ai 1471m di Corno alle Scale.
4a tappa: 12/05 Catanzaro-Cosenza di 138km. La partenza da Catanzaro è stata veloce e solo dopo 4,5 il gruppo ha lasciando andare Bais, Larsen, Rafferty, Barguil, Marcellusi e Jacobs. I cinque hanno raggiunto lo sprint di San Lucido, che se l'è aggiudicato Bais, dopodiché hanno corso verso Cozzo Tunno. La Movistar si è messa a fare un forte ritmo, tanto che diversi ciclisti si sono staccati compresa la maglia rosa Silva. Ai -53,9 Bais e Rafferty si sono portati avanti, ma dopo tre chilometri vengono ripresi anche loro e al GPM è transitato Oliveira. Intrapresa la discesa hanno proseguito per dirigersi a Cosenza. Ai -11,6 è posto il traguardo Red Bull e lo ha conquistato Christen, il quale ai -1,7 ha provato uno scatto. Solo ai -300m sono tutti insieme e si fa la volata, che è stata regolata da Jhonatan Narvaez, dietro Aular e Giulio Ciccone, che diventa la nuova maglia rosa.
5a tappa: 13/05 Praia a Mare-Potenza di 203km. Dal km0 ci sono diversi tentativi di fuga, perché Christen, che era secondo in classifica, è sempre attivo. Durante l'ascesa di Prestieri Silva è il più veloce, poi si è attaccato Rubio e dopo 3km anche Eulalio. Superato il GPM, conquistato da Rubio, Campenaerts ha approfittato della discesa per accodarsi ai tre davanti. Ai -169 è rientrato anche Garofoli. Dal gruppo si sono staccati alcuni corridori, che ai -164 sono andati a completare la fuga, ovvero Tarozzi, Milesi, Turner, Arrieta, Narvaez, Tjotta e Scaroni. I dodici si sono diretti verso Francavilla in Sinni, dove era posto il traguardo volante, che l'ha passato davanti Tarozzi. Dal gruppo, intanto, è scappato Rafferty e ha provato ad attaccarsi ai battistrada, riuscendoci ai -123,9. In contropiede Narvaez ha tentato di andarsene, ma poco alla volta sono tornati in tredici. Sono transitati sulla Diga del Pertusillo sotto un diluvio universale e ai -61,9 Arrieta ha anticipato l'inizio della salita, mettendo per primo la sua bici. All'inseguimento dello spagnolo ci sono Scaroni, Narvaez, Garofoli, Silva, Milesi e Eulalio, che presto ha lasciato i compagni di fuga. Ai -2,3 dalla vetta Arrieta ha aspettato Eulalio e al GPM Montagna grande di Viggiano è passato in mezzo alla nebbia lo spagnolo. La maglia rosa Ciccone ha tirato in prima persona per cercare di mantenere la leadership del Giro. I due iberici hanno avuto come immediati inseguitori Silva, Scaroni, Garofoli e Milesi, nel frattempo il traguardo Red Bull dei 28,6 è di Eulalio. In una discesa a Pignola Arrieta è scivolato, quindi il portoghese è davanti da solo e a sua volta ai -6,5 è caduto. Ai -6,1, così, i due iberici sono tornati insieme e Silva ha cercato di abbandonare il quartetto. Ai -2,1 Arrieta ha sbagliato strada, ma ai -150m ha rimontato e sorpassato il portoghese. A Potenza si è parlato spagnolo con Igor Arrieta, a 50m Afonso Eulalio, che ha preso la maglia rosa, e a 50secondi Silva.
6a tappa: 14/05 Paestum-Napoli di 141. Lasciando gli anfiteatri di Paestum nessuno è andato in fuga, solo Van Eetvelt ne ha fatto un accenno rientrando quasi subito. Si sono convinti a evadere due compagni di squadra dell'Alpecin Premiertech, ovvero Vergallito e Planckaert. Prima dell'unico GPM di giornata hanno tentato Tarozzi, Marcellusi e Bais e ai 5,9 dalla vetta hanno formato un gruppetto di cinque fuggitivi, ma ai -1 si è staccato Planckaert. A Cava de' Tirreni ha sprintato Bais, comunque il quartetto si è riunito. Il gruppo li ha sempre tenuti ad una ventina di secondi di distanza, però riescono a reggere per il traguardo volante di Brusciano, che è per Tarozzi. Ai -37,2 la fuga è stata ripresa, così lo sprint Red Bull se lo è disputato Magli. Ha tirato dritto Segaert, ma ai -22,3 sono tutti assieme. Abbandonata la periferia via spediti verso Napoli e sul pavè c'è una caduta, però quella sede stradale favorisce la vittoria di Davide Ballerini, subito dietro Stuyven e in rimonta Magnier.
7a tappa: 15/05 Formia-Blockhaus di 245km. Nella tappa più lunga del Giro d'Italia 2026 sono partiti quattro uomini, ossia Milan, Sevilla, Zukowsky e Van der Lee. Dopo tre chilometri si è aggregato Naberman e in cinque sono giunti al traguardo volante di Venafro, che l'ha conquistato Milan, il quale ai -100 dall'arrivo si è sfilato dagli altri fuggitivi. In quattro hanno lasciato davanti il Lazio e sono approdati in Abruzzo, dove c'era il primo GPM di giornata. Si è trattato di Roccaraso e Sevilla è scattato per i punti della maglia azzurra. Ai -24 Naberman si è staccato, mentre ai 13,8 hanno allungato Zuckowsky e Van der Lee, che sulla salita hanno fatto il tira e molla. Il traguardo Red Bull, comunque, se l'è aggiudicato Zuckowsky. Intanto, il gruppo ha accelerato il ritmo e ai -8,5 se ne è andato Van der Lee, ma Zuckowsky l'ha recuperato. Ai -6,5 è stata neutralizzata la fuga e ai -5,7 si è sfilata la maglia rosa Eulalio con il primo attacco di Vingegaard. Si sono accodati Pellizzari e Gall, che ad un'altra accelerata del danese è salito con il suo passo. Ai- 4,4 a un tornante Pellizzari ha abbandonato la ruota di Vingegaard e all'arco dei -4 viene sorpassato da Gall., però è riuscito a rimanere con Hindley e O'Connor. Sul Blockhaus è arrivato primo Jonas Vingegaard, a 13secondi Gall e volata a tre di Hindley.
8a tappa: 16/05 Chieti-Fermo di 156km. Bettiol è stato il corridore più attivo nella ricerca della fuga e assieme a Ganna ha acquisito un lieve vantaggio. Hanno costeggiato il Mar Adriatico e in molti hanno cercato di raggiungerli, ma ai -102,9 si sono compattati. L'andatura è stata frizzantissima con tanti scatti e ai -92,3 ci ha provato Leknessund, sul quale sono giunti Narvaez e Bjerg. Alla fine mezzo gruppo si è messo all'inseguimento dei tre battistrada e sono stati: Marcellusi, Jacobs, Barthe, Bais, Pinarello, Gonzales, Pesenti, Jensen, Van den Bossche, Mifsud, Arrieta, Magli, Gualdi, Strong, Van den Broeck, Maestri, Larsen, Poels, Hamilton, Beloki, Milesi, Silva, Lopez, Zana, Garofoli, Romo, Scaroni, Christen, Cepeda, Rochas, Tjotta, Leemreize. A Cupra Marittima lo sprint è stato passato in testa da Leknessund e durante la scalata di Montefiore dell'Aso i tre hanno corso di comune accordo, mentre il gruppo maglia rosa è molto vicino al secondo gruppo in fuga. Ai -5,3 Mifsud ha tentato di raggiungere i battistrada, ma lo hanno ripreso in fretta perché stava regnando la confusione. In cima al GPM è transitato Bjerg. Nella strada di collegamento per Monterubbiano Garofoli ha insistito maggiormente nell'inseguimento dei tre, però si sono accodati Rochas, Cepeda, Milesi, Leemreize Tjotta, Mifsud, Beloki, Christen, Romo e Silva. I punti per la maglia azzurra se li è presi Narvaez e dietro in discesa è evaso Romo. Nel muro, dove è stato posto il traguardo Red Bull, il primo è Bjerg con a ruota gli altri due e sempre in tre si sono apprestati a scalare i 2,6 di Capodarco, con Narvaez scattante e Leknessund lo ha recuperato in progressione. L'ecuadoriano è più forte nell'ascesa con punte al 20%, ma il norvegese si è impegnato a sua volta. Sulle rampe di Fermo ci prova anche la maglia rosa, ma fa una doppietta Jhonatan Narvaez, a 32secondi Leknessun e a 42 Tjotta.
9a tappa: 17/05 Cervia-Corno alle Scale di 184km. Salutando le saline di Cervia se ne sono andati Ballerini, Milesi e Planckaert, che si è rialzato ai -156. A Cotignola i due di testa hanno aspettato Loland, Naberman, Rubio, Marcellusi, Geens e Bais. Hanno provato anche Hamilton e Tarozzi, però le pianure della provincia di Ravenna e Bologna li hanno respinti in gruppo. Gli otto battistrada hanno continuato, quando ai -73,9 è scattato Ciccone, che è stato raggiunto alla chetichella da Ulissi e Aerts. Il trio si è immesso nel gruppo degli otto e in undici hanno fatto la volata di Marzabotto, che se l'è aggiudicata Ballerini. Giunti a Silla Ballerini ha insistito con Rubio, poi anche Ciccone, Ulissi, Milesi, Bais e Aerts. Quando sono cominciate le pendenze Ballerini ha fatto un'ultima tirata per Ulissi prima di sfilarsi. Bais ha stretto i denti, però si è staccato dal quintetto. I componenti non è che vadano molto d'accordo, comunque il GPM di Querciola se lo è preso Rubio. Il gruppo ha rosicchiato sempre di più il vantaggio dai fuggitivi e ai -11,7 Ciccone ha fatto una fiammata rintuzzata da Rubio, che ha acquisito il traguardo Red Bull. Dopodiché, è iniziata l'ultima scalata e ai -7,6 in un tratto duro Ciccone si è fiondato in avanti.. All'inseguimento dell'abruzzese a 15secondi c'è Rubio e il gruppo maglia rosa è sotto il minuto. Gall e Vingegaard hanno saltato Rubio e ai -1,8 Ciccone ha provato a stare alla ruota dei due,solo che non ce l'ha fatta, ma si è accodato ad Arensman. Ai -1,2 l'olandese ha proseguito da solo per cercare di prendere i due uomini di testa, però gli si è accodato Piganzoli. Ai -900 Jonas Vingegaard è scattato e, vestito d'azzurro, ha vinto per la seconda volta in cima a Corno alle Scale, secondo Gall e volata a due di Piganzoli.

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