Buon San Valentino a tutti!
nell'estate del 2025 ho provato a partecipare ad un concorso di racconti, il cui tema era "Le parole che non ti ho detto". Visto che la mia storia non è stata scelta, ho pensato di proporvela per la festa degli innamorati. Il racconto si intitola "Tanto tempo fa" e narra la storia di un uomo e una donna che si rivedono dopo ventisei anni e... Smetto con il riassunto e lascio leggere voi la storia, augurando a tutti, accoppiati o meno, Buon San Valentino💖
"Tanto tempo fa"
- Buongiorno, vorrei una rivista di cruciverba. Giulia capovolse il romanzo di Julia Quinn sulle pagine per tenere il segno, si alzò dallo sgabello all’interno del suo chiosco di giornali e illustrò guardando negli occhi cerulei del cliente:
- Guardi, sono qua sotto sulla sua sinistra. Ne abbiamo di tutti i formati per accontentare tutti.
L’uomo la scrutò qualche minuto e, aggrottando la fronte, le domandò:
- Sbaglio, o sei Giulia Bo?
Lei inclinò il capo di lato rispondendo:
- Sì, perché?
Lui sorrise illuminando i suoi occhi cerulei e le spiegò posando una mano sul petto:
- Ci conoscevamo tanto tempo fa. Sono Lorenzo Massimini, ma forse tu potresti ricordarti meglio di Lollo dei giardinetti.
Giulia ricambiò il sorriso e sbirciando la figura dell’uomo ammise:
- Non ti avrei mai riconosciuto se non mi avessi ricordato il particolare dei giardinetti.
- Bé, l’ultima volta che ci siamo visti facevamo la quinta elementare. – le rammentò passandosi una mano nel ciuffo biondo cenere.
Giulia si posò l’indice sul mento chiedendogli:
- Se non ricordo male, vi eravate trasferiti a Milano.
- Ricordi benissimo! Mio papà aveva ottenuto una buona promozione, comunque anch’io me ne sono andato per lavoro. – disse guardando le riviste allineate.
- Dove sei andato di bello?
- A New York. – rispose sfilando un cruciverba.
- E che ci fai qui? Se sei stato in una delle più belle metropoli del mondo! – esclamò facendo un gesto con la mano.
Lorenzo la guardò negli occhi e le confessò:
- New York non è così bella come si può pensare. Quando la mia equipe di ricerca mi ha proposto di tornare in Italia, non ho esitato un secondo ad accettare di tornare. Poi è stato meglio così, perché…stavo vivendo un momento difficile a livello sentimentale.
- Oh, mi dispiace. – replicò con un’espressione triste.
Lorenzo scosse la testa e affermò:
- Non so perché ti ho detto tutte queste cose. Piuttosto, tu cosa mi racconti?
- Io… - si interruppe alzando lo sguardo e notando la coda che si era creata dietro Lorenzo.
Lui si voltò e, vedendo gli altri clienti in attesa, la guardò dicendo:
- Ti pago la rivista, ma io voglio sapere che cosa ti è successo in tutti questi anni. Quindi, alle otto ci vediamo dai giardinetti, così facciamo due chiacchiere davanti a una buona cena.
Giulia afferrò le monete e balbettò:
- V…va bene.
- A stasera. – la salutò con un occhiolino.
Giulia deglutì e lo osservò allontanarsi sentendo il cuore battere più forte.
- Signorina, vorrei pagarle il quotidiano.
Una signora con una nuvola di capelli bianchi la riportò al suo lavoro, accantonando per un po’ Lollo dei giardinetti.
Un vestito bianco tempestato di fiorellini lilla e uno nero erano adagiati sul letto matrimoniale di Giulia, che li stava fissando, anche se la sua mente era altrove.
Infiniti ricordi di lei e Lorenzo scorrevano nella sua testa. Erano diventati amici quando avevano appena due anni. Le loro mamme avevano iniziato a portarli più o meno alla stessa ora nei giardinetti, che erano sotto casa per la mamma di Lorenzo e vicino al chiosco di famiglia per la mamma di Giulia.
Fin dal primo istante si erano piaciuti e le loro madri avevano incoraggiato la loro amicizia portandoli ogni giorno ai giardinetti. Avevano fatto mille peripezie tra le altalene e lo scivolo, raccontandosi sempre ogni cosa, visto che non frequentavano la stessa scuola.
Giulia sospirò al ricordo del giorno in cui aveva visto per l’ultima volta il suo amico di sempre. Era l’ultimo giorno di scuola e, mentre le loro madri parlavano sulla panchina, Lollo le aveva detto che da lì a una settimana si sarebbero trasferiti. Lei lo aveva fissato a lungo per imprimersi nella memoria ogni dettaglio di colui che era diventato più di un amico per lei. Aveva aperto e richiuso la bocca diverse volte, perché avrebbe voluto confessargli che gli sarebbe mancato e che la sua vita non sarebbe più stata la stessa. Invece, l’attimo sfumò e Lorenzo le propose di giocare.
Giulia sentiva ancora il rimorso di non aver detto quelle semplici parole. Dopo quel giorno la sua vita era cambiata davvero. Nel giro di qualche mese non era più andata ai giardinetti, rifugiandosi nel chiosco di giornali, dove aveva scoperto la sua passione per le storie romantiche ambientate in periodi storici lontani.
Giulia sospirò e afferrò il vestito con i fiorellini, perché non mancava molto al suo appuntamento.
Una folata di brezza avvisò Giulia dell’arrivo di Lorenzo. Nonostante indossasse solo un jeans e una t-shirt, era molto elegante tanto da far abbassare lo sguardo di Giulia sul suo semplice vestito.
- Sei bellissima. – esordì Lorenzo posandole una mano sulla curva della schiena per baciarle le guance.
Giulia arrossì per la sua vicinanza e replicò al suo commento:
- Grazie…anche tu sei molto bello.
Lorenzo le sorrise e con la mano sulla sua schiena la sospinse dicendo:
- Sei gentile! Dai, mentre andiamo verso il ristorante, mi devi raccontare quello che ti è successo in questi ventisei anni!
Giulia sorrise e ammise:
- Non sapevo fossero passati tutti questi anni!
Lorenzo ridacchiò e affermò:
- E, invece, sono già passati. Tra parentesi su di te non si direbbe che ne sono trascorsi così tanti.
- Lo spero, anche perché non ti avrei parlato mai più. – scherzò ridendo subito dopo con le guance arrossite.
Lorenzo la imitò e si fermò prima di aprire le porte del ristorante.
L’aria fresca con un leggero sentore di salsedine e la penombra del locale li accolse infondendo calma a Giulia, che non si sarebbe mai aspettata tutta quella galanteria dal suo amico d’infanzia.
La maître del ristorante li accompagnò al tavolo, lasciando loro il libretto in cuoio blu del menù. Lei si allontanò e dopo pochi istanti li raggiunse una cameriera a prendere le loro ordinazioni. Lorenzo annuì con il capo e osservò:
- E' strana tutta questa efficienza in un ristorante italiano. Nemmeno in Svizzera sono così veloci.
- Perché sei stato in Svizzera? - gli chiese guardandolo negli occhi.
- Ho lavorato lì per tre anni e anche la mia ex moglie è Svizzera.
- Ex moglie? - ripeté Giulia con gli occhi sgranati.
Lorenzo mosse lentamente su e giù la testa e le confessò:
- E'...è stato un matrimonio, come posso dire, che ha fatto acqua da tutte le parti fin dall'inizio. L'ho conosciuta appena sono arrivato in quel gruppo di ricerca e ci siamo sposati dopo...sei mesi.
Lorenzo si interruppe indurendo l'espressione e Giulia parlò per stemperare il momento:
- Deve essere stato un colpo di fulmine il vostro.
- Più che un colpo di fulmine è stato un colpo di testa, - commentò e con un sospiro le spiegò - Diciamo che già dai primi momenti della luna di miele non andavamo più d'accordo. Quando il nostro gruppo di ricerca è stato spostato a New York, conducevamo vite separate. Abbiamo tirato per sette anni e un bel giorno è arrivata chiedendomi il divorzio, perché voleva sposare un altro. E io ho firmato e ho accettato il lavoro in Italia.
Giulia studiò il viso di Lorenzo, che da arrabbiato poco alla volta si era disteso. Avrebbe voluto dirgli delle parole rassicuranti, ma tornò la cameriera con le loro linguine al sugo di scoglio. Lorenzo si buttò a capofitto sul suo piatto e con un sospiro Giulia fece altrettanto. Appena ebbero finito, la cameriera portò via tutto e Lorenzo commentò ridacchiando:
- Stupefacente!
Dopo aver scosso il capo, lui spostò lo sguardo su Giulia e si lamentò:
- A proposito di parlare, tu, cara Giulia, hai fatto in modo che raccontassi solo io, invece di dirmi quello che ti è successo in questi anni.
Giulia si pulì la bocca con il tovagliolo e gli domandò:
- Cosa vuoi sapere?
- Tutto. - rispose adagiando la schiena sulla spalliera della sedia.
- Mah, quando te ne sei andato, ho proseguito gli studi scoprendo una passione per i libri. Poi...ho iniziato a studiare lettere all'università, lavorando anche nel chiosco dei miei genitori e due anni fa l'ho rilevato definitivamente.
La cameriera la interruppe per portare un'orata con patate e olive a ciascuno, allontanandosi subito dopo.
- Poi ti sei laureata? - gli chiese Lorenzo con un sorriso.
Giulia arrossì e guardando la forchetta spezzettare il pesce bisbigliò:
- E' ancora in sospeso.
- Perché non la finisci? - la incalzò Lorenzo con la testa inclinata.
Giulia ammise portandosi subito dopo una forchettata in bocca:
- Non lo so.
Lorenzo finì il suo piatto e, dopo che la cameriera sparecchiò, le domandò portandosi il bicchiere alle labbra:
- E la vita sentimentale?
Giulia ridacchiò e replicò:
- Una domanda di riserva?
Lorenzo sgranò gli occhi e affermò:
- Com'è possibile che una bella donna, come te, sia ancora single!
Giulia arrossì violentemente e fissando il bicchiere bisbigliò:
- Non lo so.
La cameriera si avvicinò al tavolo per domandare:
- Desiderate il dolce?
Lorenzo guardò Giulia, che rispose:
- Io sono apposto così, però ho bisogno del bagno.
- In fondo alla sala a destra.
Giulia si alzò e si diresse velocemente alla toilette. Accese la luce e scosse la testa, osservando la sua immagine riflessa.
Il viso era puntellato di arrossamenti e le guance erano di un rosso vivo. Vi posò sopra le mani, sentendole addirittura roventi. Giulia si chinò sul lavandino per schizzarsi dell'acqua e pensò che non era abituata a tutti quei complimenti da parte di un uomo. Raddrizzò la schiena e, osservando prima un lato e poi l'altro, dedusse che fosse solo gentilezza, quella di Lorenzo. Anche perché sarebbe stato strano che il bambino, di cui era stata innamorata nell'infanzia, fosse interessato a lei.
Giulia sospirò e, scuotendo il capo, si ricordò di vivere il momento e di lasciare il romanticismo ai suoi amati libri. Quando uscì dal bagno, Giulia vide Lorenzo chino sul suo cellulare. Si incamminò verso di lui, che alzò la testa nell'istante in cui lo raggiunse.
- Ti va di fare una passeggiata? - le domandò riponendo il cellulare in una tasca del jeans.
- Mi farebbe piacere. - gli rispose con un sorriso.
Lorenzo aprì la porta, la lasciò passare e, una volta fuori anche lui, le chiese:
- Andiamo verso il mare o dai nostri giardinetti?
- I nostri giardinetti. - affermò muovendosi verso il luogo prestabilito.
Camminarono affiancati e avvolti in un silenzio, che non aveva bisogno di essere interrotto da parole senza senso. La salita finì e lo spazio rettangolare, con al centro i giochi e circondato da panchine e cespugli di pitosforo ben curati, li accolse.
Lorenzo si fermò all'entrata dei giardinetti e, dopo aver fatto circolare lo sguardo, confessò:
- Me lo ricordavo più grande.
- Bé, avevi dieci anni quando ci sei stato l'ultima volta. - gli fece notare superandolo.
Lorenzo la seguì continuando a guardarsi attorno. Giulia si sedette sulla panchina, dove ventisei anni prima si erano salutati e lei non gli aveva confessato di volergli bene e che le sarebbe mancato tantissimo. Lorenzo fece un giro dei giochi e affermò sedendosi al suo fianco:
- Ci sono stati dei cambiamenti, ma non capisco quali sono.
Giulia si sedette sulla punta e, indicando le cose, gli spiegò:
- Allora...l'anno dopo che te ne sei andato, alcuni vandali avevano rotto tutte le panchine e solo dopo quattro anni hanno tolto quelle di legno mettendole di metallo. Nel 2018 hanno smantellato tutto per installare i cavi della fibra, quindi negli anni successivi hanno messo un nuovo tappeto e nuovi giochi. Se ti ricordi, quel cavallo con la molla non c'era.
- E' vero! Al suo posto c'era l'altalena bilico. - esclamò alzando le mani in alto.
- Sì! E ti ricordi quel giorno che, andando su e giù, tu ci avevi messo troppa forza e io ho quasi rischiato di volare in aria, se non mi fossi tenuta saldamente?! - parlò sorridente.
Lorenzo ridacchiò e aggiunse:
- Ricordo, anche, che le nostre madri ce la vietarono e io non ho potuto giocare alla play per una settimana.
Risero insieme e Lorenzo si girò dalla sua parte per dirle:
- Ti confesso che non me ne sarei mai andato, se fosse dipeso da me. Mi sei mancata tantissimo quando ero a Milano.
Giulia sgranò per un secondo gli occhi, incredula che Lorenzo avesse sentito la sua mancanza, visto che era sempre stato un bambino estroverso. Possibile che anche lui la considerasse più di un'amica? Giulia aprì la bocca per chiedergli conferma dei suoi dubbi, dato che lui la stava guardando negli occhi.
Il rombo di una moto di grossa cilindrata, però, disturbò Lorenzo, che spostò lo sguardo sulla fonte del rumore. Giulia rammentò quel giorno di ventisei anni prima, in cui lei non disse niente dei suoi sentimenti. Non poteva vivere ancora nei rimorsi. Era giunto il momento di dire tutte le parole che non aveva avuto il coraggio di dire tanto tempo fa.
Giulia si schiarì la voce e, quando Lorenzo tornò a guardarla, gli rivelò tutto:
- Lo sai, che anche tu mi sei mancato tantissimo. In realtà l'ultimo giorno, che ci siamo visti, ti avrei voluto dire delle cose, ma non sono riuscita a farlo. Quel giorno ti avrei voluto confessare che la mia vita non sarebbe più stata la stessa senza la tua incolmabile presenza. Infatti, nel giro di pochi mesi non ci sono più voluta venire ai giardinetti, perché non era più divertente senza di te. L'altra cosa che volevo dirti era...era che per me eri più di un migliore amico.
Terminata la confessione, Giulia deglutì e abbassò lo sguardo sulle sue mani, che continuavano a tormentarsi a vicenda. Nel suo campo visivo, all'improvviso, apparve una mano sottile, che si posò sulle sue. L'altra mano, invece, sollevò il mento di Giulia, che si perse negli occhi cerulei di Lorenzo. Lui rimase in silenzio, mentre la scrutava, e poi con voce roca ammise:
- Lo sai, che anch'io ho pensato le stesse cose quel giorno. Tu non hai detto niente e io...ho preferito giocare per vivere gioiosamente le ultime ore insieme, ma...ora potremmo provare a vedere, se possiamo essere più di migliori amici. Cosa ne pensi?
Giulia deglutì e con le guance roventi replicò:
- Possiamo provare.
Lorenzo le sorrise e adagio posò le labbra sulla bocca di Giulia, che con un sospiro si lasciò andare al bacio che avrebbe voluto ricevere ventisei anni prima. Per fortuna che aveva trovato il coraggio di confessare tutte le parole che non aveva detto tanto tempo fa, pensò Giulia prima di lasciarsi avvolgere dalla passione del bacio del suo Lollo dei giardinetti.
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